«I poliziotti non sono la vigilanza privata»

Attacco del Siulp sull’uso degli agenti chiesto dai politici per manifestazioni e consigli comunali

PISA. «Siamo poliziotti, non agenti della vigilanza privata».

Vito Giangreco, segretario provinciale del Siulp, in una lettera aperta al questore e al prefetto mette in fila i disagi incontrati dalla polizia schierata tra movida e presìdi, spesso all’esterno del Comune, in occasione di manifestazioni di protesta contro l’amministrazione. La denuncia del Siulp è che degli agenti venga fatto un uso “improprio” a favore di questo o quel politico sottraendo personale e risorse alla sicurezza del territorio. Capita, sempre più di frequente, che poliziotti e carabinieri siano in numero superiore rispetto a chi si presenta con megafoni e striscioni.

Dissequestri contestati. «Vogliamo esprimere tutto il nostro disagio in relazione alla recente sentenza del Tribunale di Pisa in merito al dissequestro delle diverse migliaia di bottiglie di birra – afferma Giangreco –. E lo facciamo segnalando tutto lo scoramento dei tantissimi operatori della questura che avevano inteso quel servizio, come un intervento per assecondare la volontà politica piuttosto che il giusto procedere per il perseguimento di quella giuridica e soprattutto di efficaci servizi anti movida, un fenomeno che noi del Siulp riteniamo debba essere governato e non represso».

Impiego “corretto” dei poliziotti. Il segretario del Siulp invita questore e prefetto «a impiegare sia le nuove forze (sei agenti in più) che quelle già a disposizione in servizi che non assomiglino sempre più al lavoro di "palafranieri" al servizio di questo o quel politico».

Il sindacalista cita alcuni esempi di presenze dove i poliziotti sono “decorativi” e non operativi contro il crimine.

«Da tempo sosteniamo che eventi organizzati in luogo pubblico o all'interno di organi istituzionali aperti al pubblico (consiglio comunale, ndr) con annessi dissensi e critiche, ma mai violenti – prosegue Giangreco – siano divenute richieste di intervento di operatori della polizia, distogliendo di fatto quelle risorse da altri tipi di servizio. Così si infonde nei cittadini una percezione di insicurezza ed ai poliziotti un sentimento di frustrazione che vedono il proprio lavoro tramutarsi in quello espletato da servizi di vigilanza privata. Il personale della polizia, ma anche tutti gli operatori delle forze dell'ordine, non diventi lo strumento per dirimere controversie ideologiche che dovrebbero e potrebbero essere affrontate con le normali modalità offerte dal confronto politico, finendo inesorabilmente per disattendere le vere esigenze dei cittadini in termini di sicurezza reale e percepita visto il dilagare di reati predatori». Per il Siulp «il rispetto delle istituzioni, a partire da quelle locali, è fuori discussione, certo è però che la polizia di Stato non deve divenire al servizio di questo o quel politico, ma deve rimanere al servizio di tutti i cittadini a prescindere dell'appartenenza partitica e della colorazione politica senza inseguire fantomatiche e fantasiose decisioni».

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