Sapienza, rallenta il conto alla rovescia

Altri tre mesi per i lavori dell’Ateneo: tempi di riapertura incerti

PISA. Un ritardo per due. Il palazzo è unico, quello quattrocentesco della Sapienza, storica sede di Giurisprudenza. Ma la velocità del cantiere è doppia. Se da una parte (Università di Pisa) il rallentamento è contenuto, però c’è stato, dall’altra (biblioteca universitaria del ministero dei Beni culturali) si deve invece parlare di immobilismo o quasi. L’inaugurazione della Sapienza, con un po’ di ottimismo, e mettendo le mani avanti parlando di probabile apertura parziale, era stata preannunciata per fine settembre o metà ottobre. Una previsione evidentemente non rispettata.

Tre mesi è il ritardo con il quale termineranno i lavori nella parte dell’Ateneo. Questo almeno è quanto dirà il rettore Massimo Augello, quando lunedì prossimo presenterà il bilancio di mandato, di fatto l’atto finale del suo incarico: dal primo novembre al suo posto ci sarà Paolo Mancarella. Dunque, a dicembre il cantiere dovrebbe essere completato per il 65 per cento. Ma perché questo slittamento, considerato che i lavori da 13 milioni di euro affidati alla Brc Spa (società capogruppo del raggruppamento temporaneo di impresa) sono visibilmente andati avanti senza soste? «Per la complessità delle operazioni in un edificio dove è stato necessario intervenire dal tetto alle fondamenta», dicono dagli uffici del rettorato.

A proposito di complessità, è la parte della biblioteca universitaria che in una situazione di stallo perdurante ha richiesto un incontro in prefettura, ieri, alla presenza, tra gli altri, del prefetto Attilio Visconti, del rettore, del sindaco Marco Filippeschi e dell’assessore Andrea Serfogli, della direttrice generale biblioteche del Mibact Rosanna Rummo e dell’architetto Marta Ciafaloni per la Sovrintendenza.

Il ministero aveva stanziato 2 milioni di euro per l’intervento alla Bup. Nello scorso luglio, il Mibact aveva chiesto all’Università di Pisa di prendere in carico anche questa parte dei lavori «in modo da ottenere - scriveva Rummo - una maggiore efficienza ed economicità dell’intervento, tenuto conto della complementarietà dei lavori progettati per la biblioteca rispetto a quelli già in atto nel complesso della Sapienza. Questa soluzione consentirà una conclusione dei lavori all’interno della biblioteca». Tutto però si è ben presto incagliato nel groviglio burocratico. La soluzione numero uno sarebbe stata l’assegnazione dei lavori al gruppo di aziende già impegnate nel cantiere. Un’agevolazione in fatto di tempi e procedure. Ma serve un’autorizzazione che tarda. L’altra strada sarebbe quella di assegnare gli interventi nell’ala Bup con un bando apposito: ciò significherebbe far trascorrere mesi su mesi, altro che allineamento dei lavori.

Anche la riunione di ieri in prefettura non ha permesso di sciogliere questi nodi, ma se non altro è stata chiesta un’accelerazione nella risposta. Si consideri che un gran numero di libri sono ancora nei locali della Bup, ma comunque saranno spostati in spazi messi a disposizione dall’Archivio di Stato di Lucca. L’obiettivo “romantico” sarebbe stato quello di un’apertura per il prossimo 29 maggio, ricorrenza della battaglia di Curtatone e Montanara. La realtà è fatta di punti interrogativi.

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