Pisa Calcio, Petroni: denuncerò Dana

Trattativa azzerata e accuse incrociate tra il figlio del patron del Pisa e il possibile acquirente. Il rappresentante del fondo Sportativa attacca: "Perché non ci fanno vedere i conti? Cosa devono nascondere?"

PISA. Pablo Dana prova ad alzare il tiro. «Faccio questa conferenza stampa perché è l’unico modo di parlare con l’attuale proprietà» che ad Empoli ha rifiutato di incontrare lui ed Abdul Wahab Al-Halabi, rappresentante del fondo Sportativa interessato ad acquistare il Pisa dalla famiglia Petroni. Poi attacca: «Perché non ci fanno vedere i conti? Cosa devono nascondere? Sembra che i debiti siano più alti». Dall’altra parte, Lorenzo Petroni non ci sta: «Dana pagherà per queste sue affermazioni diffamatorie». E intanto i Petroni, “riconquistato” Gattuso («resto per la città», ha detto dopo la partita con il Brescia) si preparano a far iniziare i lavori all’Arena ed anche a far entrare nuovi soci nel club.

Il saluto respinto, i soldi nelle giovanili. Dana ed Al-Halabi hanno parlato nel resort Sant’Agata a San Giuliano. «Abbiamo bisogno di chiarezza - ha detto Dana -. Purtroppo ogni volta che vengo a Pisa scopro cose nuove che non mi piacciono, come genitori che mi fermano per dirmi di soldi pagati per far giocare i propri figli nelle giovanili». Ma la trattativa è andata a monte? Secondo Sportativa no: «Noi siamo interessati ancora al Pisa, ma se non ci mostrano i conti e non possiamo fare la due diligence non possiamo andare avanti. Se comprasse Mian ne sarei felice, ma non è interessato. Ad Empoli Petroni non ha voluto stringermi la mano, e nemmeno ad Abdul Wahab».

«Trattiamo ancora». Al Halabi ha ribadito l’interesse del fondo: «Siamo interessati molto al Pisa. Vogliamo continuare questa trattativa, ma non per sempre». Ancora Dana: «Se dovesse andare a buon fine - dice il banchiere - quando lo stadio sarà pronto faremo una festa all’Arena che Pisa non ha mai visto. Dobbiamo investire affinchè questa società possa andare in serie A anche se ci vorranno un po’ di anni». Il problema è che «la famiglia Petroni si è rifiutata di vendere sin dal primo giorno non rispondendo mai alle nostre lettere e non è così che si fa, si dovrebbe almeno declinare l’offerta. Abbiamo accettato tutto e ingoiato tanto: vogliamo acquistare, ma anche sapere cosa c’è dentro. Finché è un problema finanziario si può risolvere, ma oggi mi fa paura che venga fuori altro dalla due diligence». Gli acquirenti confidano nel sindaco Filippeschi per poter riaprire la trattativa: «Riponiamo le nostre speranze nel sindaco». La sera prima, proprio il sindaco era a cena con Dana, insieme a Lucchesi e Gattuso. «Ormai sapete chi siamo - dice il banchiere italo-svizzero - e come annunciato depositeremo la cifra equivalente alla caparra presso il notaio pisano Massimo Cariello, per vincolarla fino all’auspicato acquisto del club, gli stiamo inviando tutti i documenti necessari per le leggi italiane anti riciclaggio».

La replica. Dall’altra parte però la chiusura sembra assoluta. Dice Lorenzo Petroni: «Abbiamo pubblicamente chiesto al sindaco di nominare un suo delegato che fosse partecipe con noi della gestione congiunta proprio perché non abbiamo nulla da nascondere. I nostri conti li conoscono diverse persone ed i professionisti che li hanno certificati. Nei nostri conti correnti di cui rispondo personalmente non è arrivato un euro da parte di famiglie di ragazzi delle giovanili, ad esclusione di un’iscrizione al Football College con un bonifico di 500 euro che abbiamo restituito». E poi: «Se qualcuno gioca sporco verrà denunciato, ed a Dana per l’affermazione dei conti disastrosi e le altre gratuite diffamazioni chiederemo i danni, anche se chi ha preso informazioni lo ritiene nullatenente, e questa sarà l’unica replica». Poi aggiunge: «Se Dana avesse adempiuto a quanto sottoscritto, la tanto richiesta due diligence sarebbe già iniziata da dieci giorni».

I piani di Petroni. Per il futuro, piani già stabiliti in sella all’Ac Pisa: «Questa settimana, oltre ad iniziare i lavori allo stadio, lavoreremo sugli assetti societari, rispetto ai quali abbiamo diverse e qualificate opzioni, e sugli assetti gestionali». Il punto fermo è Gattuso, partendo dalle sue richieste di riorganizzazione del club: «Da parte nostra c’è la piena disponibilità ad affrontare di persona e senza comunicati le questioni sollevate. Ribadiamo che stiamo lavorando in questo senso ed apprezziamo la posizione seria e professionale di Gattuso, suffragata da risultati importanti che aiutano questo processo di rafforzamento che può portare il Pisa molto lontano. Ripeto anche che in società occorre aria nuova sotto ogni profilo, sia per gli assetti societari che sotto il profilo gestionale».