Pisa calcio, pagati gli stipendi: niente penalità

Adesso cresce la preoccupazione per la prossima scadenza: un milione da trovare in un mese

PISA. Un sospiro di sollievo per molti, ma in realtà non c’erano dubbi: dopo che la Lega di serie B ha sbloccato i contributi per il Pisa (circa mezzo milione di euro), il club ha potuto provvedere ieri al pagamento degli stipendi e premi di giugno, per una cifra di poco inferiore a quella incassata.

I nerazzurri hanno così evitato un punto di penalizzazione in classifica, anche se non si sa cosa deciderà la stessa Lega riguardo alla fideiussione bulgara di due mesi fa (poi sanata con una nuova fideiussione pagata da Mian e altri imprenditori) e riguardo alle caselle mancanti nell’organigramma al 31 agosto scorso. Di sicuro ieri è andata peggio ad altri. Il Benevento, neopromosso come il Pisa, è la prima vittima in serie B delle penalizzazioni della Covisoc, che hanno coinvolto anche squadre di Lega Pro. Ai giallorossi campani è stato comminato un punto di penalizzazione per alcune violazioni risalentiallo stesso periodo.

Nel mirino anche il Latina che avrà tempo però fino al 19 settembre, cioè fino a lunedì, per evitare il meno uno con il deposito di un documento utile per la memoria difensiva.

Scampato il primo pericolo, resta però all’orizzonte la prossima scadenza, quella del 15 ottobre con due mensilità da saldare, le prime della nuova squadra (luglio e agosto) più una serie di tributi. La cifra che servirà si aggira intorno al milione di euro e nelle prossime settimane non si prevedono grosse entrate, visto anche il pericolo di dover giocare le prime gare interne a porte chiuse, o nel migliore dei casi in campo neutro, e la probabilità di dover mettere mani al portafogli qualora le ditte che inizieranno i lavori all’Arena pretendano qualche caparra . Se non ci saranno ulteriori intoppi il Pisa potrebbe tornare a giocare nel suo stadio entro la metà di novembre, dopo aver girovagato quindi un bel po’ per i campi d’Italia; né è possibile pensare a chiedere qualche inversione di campo, perché il regolamento del campionato non lo consente.

Ma per qualche giorno ci si può anche non pensare; già aver evitato il danno immediato è qualcosa di positivo.

Nei giorni scorsi intanto erano stati anche parzialmente liquidati gli stipendi del personale della sede nerazzurra, che non vedevano un euro da sei mesi. Per loro e per le loro famiglie è davvero una boccata di ossigeno. Va da sé che se la vendita della società va a buon fine, l’attuale proprietà si toglie da tutti i problemi, incassando 5,8 milioni di euro (5,5 dal fondo Sportativa e 300mila dagli imprenditori del gruppo del notaio Caccetta) e togliendosi di dosso 400mila euro di debiti (quelli a cui rinuncerebbe il Dg Lucchesi). E gli oneri sopravvenuti andrebbero agli acquirenti.

Altrimenti aspettiamoci brutti tempi, non solo dal punto di vista ambientale ma anche da quello finanziario, perché i creditori sono pronti a saltare alla gola del Pisa. (a.sc.)