Pisa, Pablo Dana: ecco nostri piani per la nuova società

Pablo Dana

Il banchiere: «Giovedì sera la cifra d’acquisto è stata ritoccata ancora in alto. Sportativa sarà il soggetto proprietario, Lucchesi importante». ll fondo di Dubai sarà rappresentato da Isabella Pedroni: ecco chi è

PISA. «In queste ultime settimane ho rubato tempo alla mia famiglia ed in particolare ai figli. In pratica ho passato le vacanze al telefono. Ma alla fine ne è valsa la pena». E’ un Pablo Dana finalmente rilassato quello con cui parliamo la mattina dopo l’annuncio della conclusione dell’estenuante trattativa con Britaly Post. Nonostante sia andato a letto a notte fonda, già in mattinata era attivissimo per chiudere definitivamente la questione, inviando cioè l’offerta vincolante che Lorenzo Petroni aveva già sottoscritto nella tarda serata di giovedì, con l’accoglimento delle ultime modifiche.

«Abbiamo accettato le ulteriori correzioni che Britaly Post ci aveva chiesto - racconta -. Nell’ultimo atto ricevuto da Petroni c’era la sua firma in calce alla proposta definitiva a patto che noi accettassimo le loro aggiunte. Le abbiamo accettate chiudendo questa vicenda». Aggiunte marginali, secondo la società inglese, sostanziali invece per Dana: «Tanto marginali non direi, visto che ci hanno richiesto un ritocco della cifra. Ma a questo punto - sorride - non potevamo certo continuare a tirarla per le lunghe. Comunque colgo l’occasione per ringraziare la famiglia Petroni che ha confermato quanto dichiarato sin dall’inizio della trattativa e cioè la sua volontà di vendere».

Sui dettagli del documento conclusivo - firmato per il Equitativa Real Estate Limited dal direttore Abdul Wahab Al Halbi, per Britaly Post da Lorenzo Giorgio Petroni e per Carrara Holding da Vincenzo Taverniti - questa volta il riserbo è totale: nessuna delle due parti infatti ha reso pubblico l’atto. Anche Dana non si sbilancia: «Non posso entrare nel merito. Dico solo che è prevista una caparra al momento della firma, così come un fondo di garanzia in cui far confluire larghissima parte di quanto spetta alla controparte. Per quanto riguarda la gestione della società - spiega ancora il banchiere italo-svizzero - dal momento della firma del preliminare all’acquisto definitivo dopo il completamento della due diligence, sarà affidata ad un rappresentante ciascuno per le due parti e da un terzo soggetto super partes che abbiamo individuato nel sindaco Marco Filippeschi o in una persona che comunque sceglierà il primo cittadino».

Il fondo di Dubai in questo “triumvirato” sarà rappresentato da Isabella Pedroni: parmigiana, laurea alla Cattolica di Milano, ha rivestito a lungo ruoli dirigenziali nelle società di Silvio Berlusconi dove ha conosciuto Dana. Manager in Fininvest per 15 anni, ha lavorato per Publitalia ’80 come responsabile di gestione delle società estere. È stata anche direttore finanziario di Blockbuster Italia. Il sindaco della città ducale Pizzarotti l’aveva anche scelta per raddrizzare “Parma Infrastrutture”, società partecipata con un rosso di oltre 14 milioni di euro.

Tornando alla gestione del Pisa del “dopo Petroni”, già nella notte tra giovedì e venerdì il direttore generale Fabrizio Lucchesi aveva ripreso in mano le redini predisponendo intanto una serie di adempimenti non più rimandabili - anche a livello economico - per l’organizzazione della partita di Empoli. Lucchesi che farà parte del progetto del nuovo Pisa targato Dubai. «Lucchesi è uno degli uomini di calcio più preparati che ho mai conosciuto - dice ancora Dana - e sarà lui a guidare questa società ai traguardi ambiziosi che ci siamo prefissi. Lui alla scrivania e ovviamente Rino Gattuso in campo».

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Sui prossimi passaggi tecnici, Dana aggiunge: «Il Pisa avrà come nuovo proprietario una società italiana che andremo a costituire: Sportativa». A bocce ferme la soddisfazione prevale sulle tante difficoltà che il fondo di Dubai ha dovuto superare. Ma il banchiere adesso ammette che in più di un’occasione aveva pensato di mollare: «Ci sono stati momenti davvero difficili in cui la tentazione è stata quella di salutare tutti e tornare ai nostri affari - conclude -. Ma questa era una trattativa diversa dalle altre. Ho subito sentito il sostegno di una intera città, sostegno che aveva nel suo sindaco l’interprete come nostro interlocutore. I tifosi sono stati eccezionali. Tra mille difficoltà quindi abbiamo deciso di andare avanti. Ci siamo riusciti».