Petroni ai domiciliari per bancarotta. La replica: un errore, nessuna ripercussione sulla società del Pisa

Il presidente del Pisa, Fabio Petroni

Il presidente del club nerazzurro è ricoverato in ospedale e per questo la Procura non ha ancora ottenuto l'esecuzione della misura cautelare

PISA. Fabio Petroni agli arresti domiciliari. È diventata definitiva l’ordinanza del 13 febbraio 2015 del Tribunale del riesame di Roma. La Procura, però, non ha ancora potuto ottenere l’esecuzione della misura cautelare perché il presidente del Pisa si trova ricoverato in ospedale. Petroni, accusato di bancarotta, è finito al centro di un’inchiesta dei pm romani in qualità di presidente di Terravision Rome Airport scarl.

"Sin dal 2006 - si legge nel capo d'imputazione che ha portato a processo con l'accusa di bancarotta fraudolenta aggravata sia Petroni che Marianna Caserta, amministratice della società cooperativa fino alla dichiarazione di fallimento del febbraio 2013 - Petroni e Caserta omettevano sistematicamente il versamento di somme dovute a titolo di oneri previdenziali e assistenziali, di imposte e ritenute d'acconto". La cifra contestata ammonta a 9.121.470 euro. La Procura aveva chiesto per entrambi l'arresto e il sequestro della società. Dopo una lunga serie di ricorsi e controricorsi, il gip non ha accolto la richiesta dei pm, che hanno fatto appello al Tribunale del riesame. Si è poi arrivati al 14 ottobre 2014 quando la Suprema Corte ha confermato il sequestro e ha accolto anche la richiesta del pm dei domiciliari.

Gli atti sono tornati al Riesame che ha deciso di applicare l'arresto, nonostante Petroni fosse incensurato. I legali dell'imprenditore romano hanno impugnato l'ordinanza in Cassazione, ma i giudici hanno respinto il ricorso rendendo esecutivo il provvedimento del Tribunale della libertà.

Petroni ha replicato con un comunicato: “Il dottor Fabio Petroni, persona incensurata, ha sempre operato osservando le regole del proprio ruolo. Il suo attuale coinvolgimento in questo procedimento, in cui le misure cautelari sono state richieste nel 2013, è frutto di errori di calcolo e di valutazione che saranno chiariti in tutte le sedi competenti. Nel ringraziare tutti coloro i quali hanno manifestato la loro solidarietà, si precisa come non vi sia alcuna relazione tra la vicenda processuale del dottor Petroni e la vita sociale del Pisa Calcio, sicché non è possibile ipotizzare nei confronti della società calcistica alcuna ripercussione. L’azione della società Ac Pisa proseguirà quindi in modo ancora più incisivo rispetto a quanto realizzato dal 18 gennaio ad oggi”.

Sostegno a Petroni da parte del cda dell'Ac Pisa: "Il consiglio di amministrazione dell’Ac Pisa 1909, nell’esprimere al dottor Fabio Petroni i migliori auspici per una pronta guarigione e la massima solidarietà dal punto vista umano per l’annosa vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto, conferma l’assoluta serenità del club nel garantire la continuità aziendale e la realizzazione del progetto sportivo così come programmato".