La Torre del Conte Ugolino, il gioiello ritrovato

Trasformata in spazio museale, sarà aperta al pubblico per la prima volta nel Palazzo della Carovana. Ingresso gratuito, ma su prenotazione. E' uno degli scenari più noti della letteratura grazie al verso dantesco

PISA. «Qui ora siete in carcere». Lo ha detto il direttore della Normale Fabio Beltram, non appena varcata la porta lignea della Torre del Conte Ugolino della Gherardesca.

Per la prima volta sarà visitabile dal pubblico (su prenotazione) lo scenario più conosciuto nel mondo della letteratura e cioè quella torre dove il conte Ugolino "sollevò la bocca dal fiero pasto". È significativo che questo percorso si apra proprio durante le celebrazioni dantesche che si sono tenute in città. Ma chi pensa di entrare, nella così detta "Torre della Fame"e trovare catene, ceppi, o strumenti di tortura rimarrebbe deluso.

Le tre sale a piano terra sono un raffinato e dotto percorso letterario ed architettonico che intreccia, mito letterario e storia senza voler dipanare quella suggestiva matassa che ci porta nel profondo e buio Medio Evo.

Ed infatti Beltram dice: «Il lavoro di restauro ed il percorso di visita non fanno altro che incentivare a nuove ricerche archeologiche e storiche. Chissà infatti cosa si nasconde nel sottosuolo di questa Torre».

Lo spazio museale "Torre del conte Ugolino", all'interno del Palazzo dell'Orologio ospita la bibiloteca della Normale. E proprio il presidente della biblioteca, Claudio Ciociola, ha intuito le potenzialità di un luogo nevralgico perché così carico di rimandi storici e letterari, ma finora poco valorizzato se non per una semplice ed alquanto succinta lapide apposta all'esterno dell'edificio.

E pensare che Ugolino della Gherardesca, conte di Donoratico, fu esponente di una delle più rappresentative famiglie della Pisa del XIII° secolo quando Pisa dominava il Mediterraneo. E dal mare arrivò la sconfitta della Meloria (1284) mentre Ugolino fu eletto podestà. A seguito di un tumulto popolare istigato dall'arcivescovo Ruggieri, il 1° luglio 1288 fu arrestato e rinchiuso con i figli in una torre adiacente al Palazzo degli Anziani (l'attuale Carovana). Dopo sette mesi, fu lasciato morire di fame.

Di particolare interesse, è la stanza immediatamente a destra dell'entrata dove sono esposti tre tomi della Divina Commedia risalenti al '500 ed uno di questi è una preziosa versione tascabile. Il percorso è arricchito da testi curati dagli allievi della Scuola (Valentina Nieri, Federico Rossi, Ida Duretto, Alessandra Forte, Niccolò Magnani, Ilaria Morresi e Dario Pecoraro).

All'inaugurazione, era presente il sindaco Marco Filippeschi: «Ora Piazza dei Cavalieri ha un nuovo spazio espositivo - ha detto - e si chiude così il cerchio di valorizzazione della piazza, iniziato con la nuova lastricatura e con la riapertura della chiesa di Santo Stefano». La Fondazione Pisa con 35 mila euro, e l'associazione Amici della Scuola Normale Superiore hanno consentito a questa intuizione di prendere vita.

Le visite sono gratuite su prenotazione (www.sns.it/torreugolino).