Ex militare muore carbonizzato nell'auto che prende fuoco dopo un tamponamento - Video

L'auto in cui ha perso la vita l'ex militare (foto Fabio Muzzi)

Pisa, la tragedia in via Conte Fazio: vittima un ex sottufficiale della 46ª Aerobrigata. Ancora incerte le cause

PISA. Una carambola mortale quella in cui ha perso la vita carbonizzato Gaetano Gallo, 57 anni, ex sottufficiale della 46ª Aerobrigata. Una tragedia avvenuta giovedì 12 alle 22,30 in via Conte Fazio all’altezza della scuola materna delle suore immacolatine “Beltrami”.

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Pisa: muore bruciato nell'auto

LA DINAMICA

A bordo della sua Mercedes Classe B, prima ha urtato contro una Nissan Micra in sosta sul lato destro in direzione mare. Poi, lungo la stessa direzione di marcia, ha tamponato una Hyundai, anch’essa ferma, ma con due donne a bordo in procinto di partire.

L’impatto ha innescato un rogo, per cause in corso di accertamento da parte di vigili del fuoco e polizia municipale, nel quale il guidatore non ha avuto neanche tempo di uscire dall’abitacolo. I primi soccorritori lo hanno trovato esanime al volante. Qualche secondo di vita, ma sembravano più gli ultimi sussulti di chi sta per perdere conoscenza, e poi il cuore del conducente si è fermato. 

Sull’auto c’era anche una tanica di benzina. In un primo momento si è pensato a un innesco fatale dovuto alla presenza del carburante. Ipotesi tramontata quando il contenitore è stato estratto nella sua interezza. Sul posto anche i vigili del fuoco e la polizia.

Dalla centrale operativa del 118 è stata inviata un’ambulanza della Misericordia, ma è ripartita vuota. Il corpo, dopo il nulla del magistrato di turno, è stato rimosso e portato all’istituto di medicina legale. Andrà capito il motivo dello sbandamento del guidatore lungo un rettilineo. Un malore o un ostacolo improvviso. Prima di finire la sua corsa mortale contro la Hyundai, la Classe B ha sfiorato un bus della Ctt Nord che procedeva verso il centro di Pisa.

LE TESTIMONIANZE: "QUANDO HO APERTO LO SPORTELLO STAVA RESPIRANDO"

L’autista del mezzo è stato uno dei primi soccorritori quando ha sentito il colpo del tamponamento e, soprattutto, ha visto le fiamme levarsi all’improvviso dal cofano e avvolgere la parte anteriore dell’auto tedesca, abitacolo compreso. «Sono subito sceso e con un estintore ho cercato di spegnere il fuoco con l’estintore – racconta l’uomo –. Il conducente respirava, anche se a fatica. Era ancora vivo. Purtroppo non ce l’ha fatta».

Il tratto transennato per un centinaio di metri con il nastro bianco e rosso ha sbarrato la strada fino a notte fonda. Una delle mamme con i figli iscritti alle Beltrami era in auto con un’amica quando è stata centrata dalla Classe B, non si sa se alimentata anche a gpl. «Ci viene addosso» ha ripetuto più volte alla conducente quando, poco prima di mettere in moto l’utilitaria, dallo specchietto ha visto la Classe B sbandare dopo aver colpito la Micra e sfiorato il bus. «Abbiamo attutito il colpo perché eravamo preparate all’urto – racconta a suore e amiche sul marciapiede fuori dalla scuola –. Non potevamo scendere. È stato tutto velocissimo». Irriconoscibile il corpo rimasto sul sedile del guidatore. Inclinato a destra, carbonizzato. Le prime voci lo indicavano come un nordafricano.

La 46ª Aerobrigata esprime dolore e cordoglio alla famiglia della vittima.