Risiko dei super primari, saltano tre big

Da sinistra: Paolo Vitti, Michele Lisanti, Riccardo Vannozzi

A Cisanello nuove nomine per i capi dei dipartimenti: perdono l’incarico Lisanti, Vitti e Vannozzi, da Firenze arriva Capanna. E Augello dà il colpo di coda

PISA. Tre big della sanità sostituiti, nuovi super primari indicati dal rettore a un passo dalla sua uscita di scena e l’architettura del policlinico rivoluzionata con fusioni, tagli a vecchie strutture di vertice e la creazione di nuove. In corsia, fra gli addetti ai lavori, non è passata inosservata. Fuori dalle mura di Cisanello è filata via liscia senza far rumore, ma la riorganizzazione approvata lo scorso 21 marzo con una delibera dell’Azienda ospedaliera e universitaria sulle nomine dei nuovi capi di dipartimento è un piccolo terremoto politico per l’ospedale.

Con la manovra varata dal direttore generale Carlo Tomassini in accordo col rettore Massimo Augello, cambia la mappa dell’assistenza e si passa da 11 a 10 dipartimenti, ne vengono cancellati 4 e al loro posto ne nascono 3, che però implicano un rimescolamento importante degli equilibri interni. Intanto perché ben tre medici hanno perso il loro ruolo di vertice, non l'incarico da direttori delle unità operative (i reparti), dunque di primari, ma quello di capi dei dipartimenti. In ballo non c’erano tanto le retribuzioni (l’indennità aggiuntiva per i capi dei dipartimenti vale circa 20mila euro in più rispetto allo stipendio di un primario, da circa 120mila euro di media), ma soprattutto il potere su strutture che raggruppano interi reparti e decidono responsabilità e posizioni in corsia. Michele Lisanti, professore di ortopedia e tramautologia, è rimasto a capo di una unità operativa ma non è più alla guida di Malattie muscoloscheletriche e cutanee. La sua struttura è stata cancellata e i reparti che vi confluivano distribuiti su due fronti.

Le ortopedie sono state assorbite dal dipartimento di Emergenza e accettazione, quello del pronto soccorso, per cui è stato confermato il dottor Eugenio Orsitto; dermatologia e remautologia invece finiscono sotto l’egida di Ubaldo Bonuccelli, neurologo universitario a cui è stato affidato il neonato dipartimento di Specialità mediche. Uno spacchettamento che avviene proprio alla vigilia di un nuovo grande arrivo a Pisa, quello di Rodolfo Capanna, uno dei più importanti oncologi ortopedici d’Italia, finora a Firenze. Qui il medico ospedaliero dovrebbe diventare professore ordinario. Ha partecipato a un concorso bandito dall’ateneo, devono ancora arrivare i risultati, ma il suo curriculum non dovrebbe fargli mancare l’obiettivo. Perde il suo incarico poi Riccardo Vannozzi, neurochirurgo ospedaliero. Seppur ancora primario di Neurochirurgia, il suo vecchio dipartimento di Neuroscienze è stato diviso in due: la neurologia è finita all’ombra delle Specialità mediche, la neurochirurgia in Specialità chirurgiche, nuova struttura affidata al professor Mario Gabriele, che conquista il super primariato. Salta anche la poltrona di Paolo Vitti, prof finora a capo dell’Area medica, che invece è stata accorpata con Oncologia, trapianti e nuove tecnologie per diventare Area medica oncologica in cui viene confermato il professor Mario Petrini. L’atterraggio di Vitti, che resta primario di Endocrinologia, è ammorbidito dall’incarico a capo del centro di Endocrinochirurgia, lasciato da Paolo Miccoli, il chirurgo della tiroide in aspettativa per il suo ruolo nazionale da membro dell’Anvur, l’Agenzia per la valutazione della ricerca e dell’università.

Fra le new entry c’è il prof Romano Danesi, subentrato in Medicina di laboratorio a Generoso Bevilacqua, in pensione. Conferme per i prof Mauro Ferrari al Cardiotoracico vascolare, Antonio Boldrini al settore Materno infantile, e i dottori Fabio Guarracino ad Anestesia e rianimazione e Piero Buccianti, a cui è stato affidato il nuovo dipartimento di Chirurgia generale (sparisce Gastroenterologia e malattie infettive). Ospedaliero anche Fabio Falaschi, che aveva già preso il posto di Carlo Bartolozzi, andato in pensione. Ma il rimescolamento è anche una dimostrazione di forza di Augello, perché rende l’ateneo sempre più forte nell’Aoup. Si passa da 6 universitari e 5 ospedalieri alla guida dei dipartimenti a un rapporto di 6 a 4.

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