Prete indagato per calunnia e stalking

Rimosso dall’incarico il cappellano della 46esima Brigata Aerea. Inchiodato da una denuncia e da una perquisizione

PISA. Che l'eredità di don Tiziano Sterli, per quindici anni cappellano militare alla 46esima Brigata Aerea fino al giugno 2015, fosse un impegno arduo raccoglierla ci avrebbero scommesso in tanti, ma nessuno si sarebbe mai aspettato che il suo successore non avrebbe nemmeno festeggiato un anno di permanenza nella cittadella dell'aeronautica pisana. Il nuovo cappellano militare, designato lo scorso 9 giugno, ha infatti già lasciato il quartiere di San Giusto. E non è andato via per sua volontà. È stato cacciato. Nel giro di poche ore.

Lo ha mandato via con una telefonata l'Ordinario Militare d'Italia, monsignor Santo Marcianò, quando il comandante della 46esima Brigata Aerea, generale Achille Cazzaniga, lo ha informato delle gravi e pesanti accuse che sono piovute sul capo del cappellano militare. Quest'ultimo è infatti al centro di un'inchiesta della procura della Repubblica, che lo ha indagato per i reati di calunnia continuata e aggravata e di atti persecutori, scaturiti, secondo le denunce presentate nei suoi confronti e sulla base anche di alcune lettere sequestrate, da prestazioni di natura sessuale più volte richieste e rifiutate da parte di un militare.

Tutto quello che in queste ultime settimane sono riusciti a mettere insieme sul suo conto gli investigatori e che è contenuto nella documentazione in mano degli inquirenti stride, e non poco, con quanto è possibile vedere sul profilo Facebook del prete, dove campeggiano numerose fotografie di lui accanto ai papi Bergoglio e Ratzinger e alcuni richiami all'amore “vero”. «L'amore è tra innamorati veri – scrive sul social network – tra mamma e figlio, tra sorrisi e sguardi, l'amore è la famiglia».

Attualmente, il parroco ha già lasciato la città di Pisa e si trova nel suo paese d'origine del sud d'Italia. A differenza di don Tiziano Sterli, amato e benvoluto non solo all'interno della Brigata Aerea ma dall'intera città con la quale per quindici anni aveva saputo instaurare un eccezionale rapporto di reciproca stima, il suo successore è stato chiacchierato sin dai suoi esordi. I suoi modi eccessivamente “gentili” nei confronti di alcuni giovani militari e la sua ostentata prontezza nei confronti di alcuni nel manifestare disponibilità a fare favori di ogni tipo avevano subito dato il via a discussioni poco simpatiche che avevano turbato non poco il clima all'interno dei diversi ambienti pisani in cui si muoveva in qualità di cappellano del presidio militare.

Con uno dei militari il parroco deve aver evidentemente esagerato. Ha insistito più del dovuto per avere con lui dei rapporti sessuali e non si è fermato ai ripetuti rifiuti. È andato oltre e ha cominciato a scrivergli lettere su lettere, con offese e minacce di ogni tipo, diffondendone addirittura copie ai colleghi. Fino a portarlo all'esasperazione. Un giorno il militare non c'ha visto più e si è rivolto ai carabinieri per chiedere aiuto. A loro ha presentato una formale denuncia, alla quale sono seguite accurate indagini da cui sono emersi altri casi di rapporti tra il cappellano e militari del presidio.

Davvero sconcertanti gli esiti della perquisizione domiciliare che i carabinieri hanno eseguito nell'alloggio del cappellano militare, dove sono state fra l'altro rinvenute numerose buste bianche, già affrancate, del modello di quelle utilizzate per le lettere calunniose all'indirizzo del militare. Inoltre, in casa sono state sequestrate una sveglia al cui interno era stata nascosta una videocamera, una penna dotata di un dispositivo capace di registrare conversazioni audio, un lampeggiante per auto, di quelli con calamita, e alcune pergamene con la denominazione “Patriarca Latinus Hierosolymitanus”, il patriarcato di Gerusalemme dei Latini, che è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Ora, il cappellano militare è nei guai. È indagato sia per calunnia continuata e aggravata che per stalking.

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