Morte in corsia, l'infermiera al giudice: "Sono innocente, lo giuro sui miei figli"

L'avvocato Cesarina Barghini e nel riquadro l'infermiera Fausta Bonino

Fausta Bonino, accusata di avere ucciso 13 pazienti all'ospedale di Piombino, è stata interrogata nel carcere di don Bosco. L'avvocato della donna: "Se c'è un killer è ancora in giro. Le accuse sono state costruite addosso a Fausta Bonino"

PISA. "Giuro sui miei figli che sono innocente": lo ha detto l'infermiera Fausta Bonino rispondendo nell'interrogatorio di garanzia. Bonino, accusata di aver ucciso 13 persone nell'ospedale di Piombino, è stata sentita in carcere a Pisa dal gip Antonio Pirato. L'interrogatorio è durato due ore e mezzo e vi hanno partecipato anche il procuratore capo di Livorno, Ettore Squillace Greco, e il pm Massimo Mannucci, oltre al difensore, avvocato Cesarina Barghini.

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La difesa dell'infermiera ha chiesto al termine dell'interrogatorio l'applicazione degli arresti domiciliari per la sua assistita. Rispetto alla richiesta dell'avvocato Barghini, il gip si è riservato la decisione. Riserva anche per la Procura che verrà sciolta entro mercoledì 6 aprile.

L'AVVOCATO DELL'INFERMIERA: "IL KILLER È IN GIRO"

Prima dell'interrogatorio, l'avvocato Barghini ha ribadito che "se c'è un killer è ancora in giro".e che la sua assitita parlerà con il giudice e chiarirà la sua posizione. "Tutta l’impalcatura dell'accusa - ha detto l'avvocato - è stata costruita ad hoc sulla signora Bonino, non si è voluto guardare da altre parti. Per la mia assistita chiederò i domiciliari e  non la libertà piena, perché visto il clamore suscitato da questa vicenda, se la Bonino tornasse a circolare in libertà sarei preoccupata per lei".

L'avvocato ha anche sminuito le prove che accuserebbero l'infermiera: "Le uniche prove che hanno riguardano la presenza di Fausta Bonino in servizio quando sono morti i pazienti, ma questo non giustifica l'accusa di omicidio e la custodia cautelare". Poi solleva un dubbio in modo sibillino: "Mi chiedo come mai non sia stato usato un farmaco reagente per contrastare l'azione dell'eparina e tamponare l'emorragia".

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L'ASSESSORE SACCARDI: "LE TELECAMERE? NON COMPETE A NOI"

"In questo momento sembra che tutti i problemi dell'ospedale di Piombino siano riferibili all'infermiera, vedremo. Noi abbiamo nominato una task force a livello regionale proprio per andare a valutare non solo quello che  successo, ma soprattutto la parte amministrativa. La parte delle indagini compete alla magistratura, ai Nas. A noi compete la parte amministrativa". Lo ha detto l'assessore toscano al diritto alla salute Stefania Saccardi, parlando con i giornalisti in merito alla vicenda di Piombino.

Sulla vicenda, ha aggiunto, "abbiamo nominato un gruppo di lavoro gestito dal rischio clinico", "composto da esperti di vario genere, proprio per esaminare fino in fondo e sotto tutti i profili quello che  successo a Piombino". Per Saccardi, "uno degli obiettivi è capire che tipo di controlli e di organizzazione ci dobbiamo dare perch questi fatti non accadano più, perchè ci siano controlli più forti e più rigidi che possano evitare che si ripetano casi di questo genere".

Rispondendo ai cronisti l'assessore ha precisato che mettere "le telecamere non compete a noi. Sono strumento di indagine, che spetta a chi le doveva condurre. Le telecamere, che cozzano con tutta la normativa sulla privacy, non solo dei pazienti, ma anche dei lavoratori". "Quello che vogliamo provare a capire - ha ribadito Saccardi -  se i controlli e il sistema complessivo delle verifiche sia corretto" e "come migliorare l'organizzazione delle aziende per evitare che in un sistema di 55 mila persone, ci possano essere delle persone squilibrate e come sia possibile intervenire e controllare, prevenire", ha concluso.

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