«Sorvegliate il Duomo o sarete multati»

Nuova lettera del prefetto Visconti all’Opera Primaziale per organizzare la sicurezza sui monumenti di Piazza dei Miracoli

PISA. I controlli anti terrorismo agli ingressi dei monumenti di piazza dei Miracoli spettano all’Opera Primaziale. No, spettano alle forze dell’ordine. Col cavolo, spettano alla Primaziale e se non filtrerà il passaggio di bagagli e trolley agli ingressi di Duomo, Battistero e Camposanto andrà incontro alle sanzioni previste dalla legge.

Ping-pong. Va avanti da tre giorni il batti e ribatti fra Opa e prefettura, da quando cioè a Palazzo Medici il prefetto Attilio Visconti ha convocato il vertice che avrebbe dovuto mettere un punto fermo su ruoli e competenze per la stretta alle misure di sicurezza decisa sul quadrante delle meraviglie pisane dopo l’ennesimo innalzamento dell’allarme terrorismo a causa delle bombe di Bruxelles; e sebbene i protagonisti si sforzino di smorzare i toni, anche ieri la querelle ha scritto un nuovo capitolo di precisazioni, divergenze e polemiche.

E a scriverlo è stato proprio il prefetto Visconti, con una lettera di risposta al messaggio di Piefranscesco Pacini, il presidente dell’Opa che giovedì aveva fatto sapere che l’ente di piazza dei Miracoli «è un soggetto no profit, «si occupa della manutenzione ordinaria e straordinaria dei monumenti» e «ordine e sicurezza pubblica sono compiti che non ricadono nelle competenze di questa istituzione».

Visconti ricorda a Pacini che ad alcuni dipendenti della Primaziale proprio la prefettura ha rilasciato il decreto che li individua come «guardia particolare giurata» e che in virtù di quello status e della «specifica qualifica» sono tenute al rispetto del Testo unico sulla sicurezza.

E «l’attività richiesta dal comitato il 29 marzo - scrive il prefetto - non si discosta dai compiti che sono chiamati ad espletare le guardie particolari giurate dell’Opa, consistenti nel servizio di vigilanza dei monumenti di piazza Duomo». Una funzione - sottolinea il prefetto - che l’Opa aveva indicato proprio «nell’ultima richiesta di rinnovo del decreto del 9 ottobre scorso».

Quei compiti di sorveglianza, peraltro- spiega il funzionario - sono puntualizzati nelle disposizioni di un regolamento della questura approvato nel 2011. Quel documento impone alle guardie «una costante osservazione dell’intera area» e individua il segretario De Felice come colui che deve «farlo rispettare». Pena «l’applicazione delle sanzioni previste dal Testo unico sulla sicurezza», e cioè una contravvenzione penale che può prevedere la contestazione di un reato e una multa da 1500 euro. È «evidente» che alle forze dell’ordine - specifica Visconti - spetti la repressione dei reati, la vigilanza e la sicurezza, ma le guardie sono tenute a collaborare».

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