Revisore finisce sotto la lente del Ministero

All’esame del Dipartimento Affari interni l’incompatibilità ambientale di Vergamini

PISA. Sarà il Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno a decidere nei prossimi giorni se il ragionier Fabio Vergamini, con studio a Castelnuovo Garfagnana, potrà rimanere a presiedere il collegio dei revisori dei conti del Comune di Pisa. Alla struttura ministeriale che svolge funzioni di amministrazione generale e supporto alle attività di rappresentanza e di governo sul territorio, garanzia della regolare costituzione degli organi elettivi, del loro funzionamento e attività di collaborazione con gli enti locali, finanza locale, servizi elettorali e vigilanza sullo stato civile e sull’anagrafe, si è infatti rivolto ufficialmente il prefetto di Pisa, dottor Attilio Visconti, dal cui ufficio di gabinetto è partito in questi giorni a Roma un ricco dossier su Vergamini e, in particolare, sulle sue anomale prese di posizione pubbliche contro maggioranza e giunta e sui suoi rilievi relativamente ai conti del bilancio di previsione del Comune nonostante il parere positivo rilasciato dallo stesso collegio dei revisori. Dopo le numerose esternazioni, ampiamente documentate dal Tirreno, la compatibilità ambientale del ragionier Vergamini potrebbe essere in discussione e la correttezza dei rapporti che devono intercorrere tra collegio dei sindaci revisori e organi del Comune (consiglio e giunta) potrebbe essere stata gravemente incrinata.

«Alla luce delle polemiche di questi ultimi giorni – afferma il prefetto di Pisa, dottor Attilio Visconti – e dei rilievi mossi dal presidente del collegio ho ritenuto opportuno richiedere un parere al Dipartimento del Ministero, al quale ho trasmesso un’ampia documentazione in materia. Come al prefetto spettano le procedure di sorteggio per la nomina dei revisori dei conti, penso che lo stesso prefetto debba vigilare sulla serenità del loro lavoro».

La poltrona di Vergamini, a questo punto, potrebbe cominciare a scottare. Il suo incarico potrebbe davvero vacillare se il Ministero giudicasse inopportuni la denuncia pubblica delle pressioni (poi rivelatesi infondate) da parte della Prefettura per la presentazione del parere sul bilancio di previsione e i pesanti rilievi sull'impianto del bilancio previsionale del Comune (in cui esiste l'interrogativo sulla disponibilità o meno dei dieci milioni di euro di compensazione della Tasi).

Intanto, i gruppi consiliari d’opposizione “Una Città in Comune - Rifondazione comunista” e Sinistra Ecologià Libertà attaccano la decisione di secretare l'ultima seduta della conferenza dei capigruppo, proposta da Forza Italia e approvata dalla maggioranza, sulle obiezioni dei revisori dei conti. «È un fatto gravissimo e senza precedenti – affermano in un comunicato – nella vita democratica delle attività del consiglio comunale. Non avendo potuto partecipare alla seduta perché impossibilitati per motivi personali, non ci è stato permesso – sostengono Francesco Auletta e Simonetta Ghezzani – di ascoltare la registrazione della seduta. Si tratta di una scelta ingiustificata ed ingiustificabile, fatta con leggerezza e superficialità, che denota la volontà di non avere una discussione trasparente. Denunciamo pubblicamente il fatto che non siamo messi nelle condizioni di svolgere il nostro compito istituzionale».

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