Dall'anello regalato alla "Spice girl" al fallimento: i cantieri navali di Fabrizio Politi vanno all'asta

L'imprenditore Fabrizio Politi con la showgirl Valeria Marini per il varo di una barca a Pisa

Pisa: all'asta per 6 milioni di euro i cantieri delle barche di lusso. Ecco la storia di un manager livornese e di un parabola calante dopo i pirotecnici annunci lanciati del 2008

PISA. Il timbro che certifica la sconfitta è racchiuso in una data: l'11 febbraio il Tribunale propone al miglior offerente capannoni, palazzina e concessioni demaniali dei cantieri navali ex Fashion Yachts nella darsena pisana. La procedura scelta dalla sezione fallimentare è la vendita competitiva con una base d'asta di 6 milioni di euro. In realtà l'operazione di dismissione del patrimonio per pagare i creditori riguarda la "Cantieri Navali C.M. Spa", ora Srl, in liquidazione, che nell'estate 2010 aveva rilevato la Fashion Yachts proiettata per qualche stagione nell'empireo della nautica di lusso dal 42enne imprenditore livornese, Fabrizio Politi. Una parabola calante, dopo i pirotecnici annunci lanciati nel 2008, iniziata proprio nel 2010.

La Fashion Yachts era nata nel 2001 per la commercializzazione di scafi extralusso. Politi, giovane sveglio, adrenalinico dal pensiero all'azione, aveva deciso di fare il salto da semplice buyer a costruttore e nel 2007 aveva imbarcato come socio l'immobiliarista lombardo Carlo Maria Majocchi rilevando i cantieri della darsena. Un obiettivo ambizioso che per un paio d'anni aveva macinato volumi interessanti. Successi e visibilità, con robusta iniezione di bellezze femminili da rotocalco, gli avevano fatto guadagnare il titolo di Briatore della nautica. La società nel 2007 aveva fatturato 25 milioni di euro con una previsione per il 2009 di oltre 100 milioni.

«Con le mie barche farò concorrenza ad Azimut Benetti» aveva dichiarato Politi in un'intervista al Tirreno. La stima di sé non ha mai fatto difetto all'imprenditore, molto attento al marketing. Non solo quello aziendale. Quando uno si fidanzata con l'ex "Spice girl" Geri Halliwell, e per sottolineare il concetto le regala un anello da 40.000 euro, le copertine patinate sono la risposta scontata a un modo di vivere sotto i riflettori in servizio permanente effettivo. Ma le luci del jet set, dal Billionaire ad Hollywood con serate memorabili in Versilia con la Capannina come epicentro di passerelle di vip, hanno un controcanto sgradevole sul colore dei bilanci societari che si tingono sempre più di rosso. I dipendenti lamentano gli stipendi pagati in ritardo e iniziano le cause di lavoro. Nell'estate 2008 la darsena ospita la showgirl Valeria Marini, madrina del primo yacht uscito dai cantieri Fashion. Evento glamour che bagna di mondanità i Navicelli, ma che è destinato a restare un lampo in un contesto avviato al tramonto industriale.

Al 31 agosto 2010 il fatturato precipita da 32 a 6 milioni di euro, una perdita di esercizio di 4 milioni 300mila euro, un patrimonio netto negativo per 1 milione e mezzo. E a fronte di 11,8 milioni di crediti i revisori dei conti mettono in fila debiti per 19 milioni di euro. L'ultimo tentativo di salvataggio arriva dalla Svizzera. Majocchi, che già possedeva l'80 per cento, acquista anche il 20 per cento di Politi che resta come amministratore unico. Ma il vento è cambiato e ai proclami bellicosi verso la concorrenza si sono sostituiti i creditori che battono cassa. E per la nuova società, Cantieri Navali Cm, nata dalle ceneri della Fashion Yachts, il sipario cala con la richiesta di concordato preventivo.

Chi non sparisce dalla scena, a prescindere dal contesto, è Politi. Resta nella nautica e inciampa, con tanto di arresto, nel marzo 2014 in un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano sulla 'ndrangheta in Brianza. L'imprenditore non si abbatte. Anzi. In una sorta di contrappasso da espiazione per quello che è stato nel suo recente passato, ora Politi professa altri ideali, opposti a quelli che lo hanno guidato da protagonista in tutte le sue sfide. Parla, e sul web sono visibili le sue performance, e si muove come un guru nel ruolo presidente del movimento politico "Economia Popolare" denunciando sia dalla sua pagina Facebook, sia attraverso il social network Sixth Continent "le diseguaglianze, dal punto di vista della regolamentazione, in ambito lavorativo, tra aziende che operano in Europa o in Occidente e quelle che hanno le proprie sedi in Cina e nei Paesi dell'estremo Oriente". E per rimarcare il suo fervore terzomondista Politi denuncia pure Ikea e Zara al Tribunale Internazionale dell'Aja per il reato di crimini contro l'umanità. Da obiettivo, soprattutto per le celebrities che aveva al fianco, dei paparazzi a profeta di un nuovo sistema economico "basato sull'algoritmo matematico Mo.Mo.Sy. (inventato da Politi) che si prefigge di far uscire l'Occidente dalla crisi economica e spostare i consumi verso le aziende virtuose e riavviare la ripresa". Il business delle barche si è incagliato in Tribunale, ma per Politi c'è un mondo da salvare.