Guardie di Città, duello al Consiglio di Stato

Il Tar boccia il ricorso contro lo stop alla licenza per irregolarità L’azienda impugna la sentenza: «Ribadiamo la continuità dei servizi»

PISA. Si sposta al Consiglio di Stato la battaglia tra l’istituto di vigilanza “Guardie di Città” e la prefettura.

Il Tar giovedì pomeriggio ha respinto il ricorso dell’azienda confermando il provvedimento di sospensione dell'attività per 30 giorni e 40.000 euro di sanzione per irregolarità amministrative relative alle autorizzazioni scadute per il porto d'armi e per il titolo di guardia particolare giurata di alcuni vigilantes.

La sospensione avrebbe dovuto scattare dall’11 novembre, ma il ricorso al Tar ne ha “congelato” gli effetti. Ora è il passaggio del contenzioso al Consiglio di Stato, annunciato dalle “Guardie di Città”, a bloccare di nuovo l’esecuzione dell’atto disposto dalla prefettura.

In una nota l’azienda spiega di «non ritenere giusto il provvedimento di sospensione dell'attività del Tar della Toscana, pertanto lo impugnerà dinanzi al Consiglio di Stato. L'avvocato Alfredo Passaro, legale di fiducia dell'istituto di vigilanza sta predisponendo tutte le necessarie azioni giudiziarie previste dalla legge, anche cautelari, volte all'ottenimento della sospensione dell'ordinanza del Tar innanzi il competente Consiglio di Stato. Ai clienti si ribadisce la capacità di garantire la continuità dei servizi in essere e per questo l'istituto rimane a disposizione per eventuali ed ulteriori chiarimenti».

All’origine del braccio di ferro legale ci sono una serie di contestazioni formalizzate a seguito dell'ispezione decisa dalla prefettura dopo la sparatoria, all’alba del 13 agosto scorso, nella quale un dipendente in congedo fu ucciso da un collega dopo aver tentato di rapinarlo dell'incasso del Palabingo di Navacchio.

Simone Paolini, 37 anni, di Pisa, è indagato per omicidio preterintenzionale dopo aver sparato due colpi di pistola contro il collega Davide Giuliani, 46 anni, di Montecalvoli, improvvisatosi rapinatore. Da oltre sei mesi Paolini, dipendente dell'istituto di vigilanza privata "Corpo Guardie di Città" di Pisa non aveva più titolo per fare la guardia giurata, né per tenere la pistola. I titoli, rilasciati dalla prefettura sulla base dei pareri di questura e carabinieri, erano scaduti il 4 febbraio e mai rinnovati. Ha risolto, invece, sul piano penale, con un'archiviazione il comandante delle guardie, Daniele Paolicchi. Niente detenzione abusiva di armi. L'iter per il rinnovo si era concluso con esito positivo e Paolicchi non aveva ancora ritirato l'autorizzazione, firmata il 17 agosto, quando la questura era intervenuta il 18 con il sequestro dopo aver trovato il comandante con la pistola nell'armadietto nella sede dell'azienda.

Ma per la prefettura far lavorare le guardie con il porto d’armi scaduto era diventata quasi una prassi. Dopo la relazione del questore, il prefetto aveva disposto la sospensione della licenza per 30 giorni, una sanzione di 40.000 euro e la denuncia di 16 guardie giurate alla Procura per porto abusivo di armi, considerato che, stando all'accusa, avevano eseguito il servizio di vigilanza con i titoli scaduti. A livello amministrativo la partita si sposta al Consiglio di Stato.

Pietro Barghigiani

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