Pro-gay vs sentinelle, coi fischi si comunica male

I due fronti: le sentinelle in piedi e la manifestazione gay

A Pisa la manifestazione delle sentinelle in piedi "disturbata" dall'allegra caciara della contromanifestazione gay. Ma sommergere di fischi uno che legge in silenzio e in piedi, proclamandosi al contempo vittima della sua discriminazione, non è una grande trovata dal punto di vista della comunicazione. Più utile sarebbe ignorarlo

Il momento magico arriva quasi alla fine della manifestazione delle sentinelle in piedi a Pisa, a cui si contrappone la contromanifestazione dei movimenti gay. Fino ad allora lo schema è rimasto identico a quello di tutte le azioni e contro-azioni analoghe in Italia e in almeno altre due occasioni recenti a Pisa.

Da una parte le sentinelle disposte a scacchiera recitano al microfono un manifesto contro l'ideologia gender e il ddl Cirinnà, visto come un tentativo di minare la famiglia tradizionale e un lasciapassare alla compravendita dei bambini attraverso l'istituto dell'adozione del figlio del partner dello stesso sesso. Poi chinano il capo sul libro e si mettono a leggere per un'oretta. Dall'altra ci sono le ragazze e i ragazzi dei movimenti gay che sfidano le sentinelle zitte col baccano, i cori, gli slogan, le minigonne e il rossetto sulle labbra. "Sentinella dammi un bacino", "loro pregano per noi mentre noi scopiamo anche per loro", ma anche "San Francesco amava gli uccelli". Provocazione erotica, sfottò, un po' di spensierata blasfemia e tanto colorato, allegro casino a cui si aggiunge la manifestazione dei "pastafariani", una militanza anticonfessionale con lo scolapasta in testa che ridicolizza l'avversario sul fronte del paradosso della teiera di Bertrand Russel, quello secondo cui per un non credente Dio e una teiera spaziale sono equivalenti perché indimostrabili: così va in scena anche la spiritosa contro-manifestazione delle "tagliatelle in piedi".

In mezzo c'è Pisa, una strada e una piazza intitolate proprio a San Francesco, blindate da due camionette della polizia e una dei carabinieri e decine di agenti e militari schierati in difesa di entrambe le fazioni. Tutto questo proprio nel giorno in cui le istituzioni pisane protestano contro il ministero dell'Interno per la mancata assegnazione di nuove forze di polizia. In mezzo e in disparte ci sono anche i giornalisti e i fotografi, il "circo mediatico" chiamato a raccontare ciò che accade.

Ecco dunque il momento magico: la manifestazione queer lascia il campo e si dirige verso il Comune, le sentinelle restano sole coi poliziotti, la strada si riapre, la tensione si allenta, la gente passa di fronte alla chiesa di San Francesco e si chiede "ma questi chi sono?". Una sentinella riprende il microfono per ringraziare i poliziotti e ribadire le ragioni della loro testimonianza; per i ragazzi di prima invece anche le forze dell'ordine erano un bersaglio degli sberleffi.

Confrontiamo questo momento solitario con quello precedente dei due fronti contrapposti. Sparisce la protesta gay, sparisce il pubblico, sparisce il circo mediatico e i poliziotti spostano la camionetta: non hanno più ragione di stare lì. Le sentinelle in piedi restano sole e tra le loro file si fa strada qualche sbadiglio.

Togliamo invece le sentinelle in piedi dalla manifestazione dei queer: non resta davvero più niente, sono le sentinelle l'unico fuoco dell'azione - che è appunto "contro" - l'unica forza propulsiva. Le sentinelle vengono ancora dileggiate ed evocate quando i ragazzi sono giunti sotto al Comune e il passante occasionale non può davvero immaginare che i manifestanti ce l'abbiano con qualcuno che si trova ormai a un chilometro di distanza e che nel frattempo se ne è già andato. I manifestanti queer dovrebbero constatare quanto sia controproducente, dal punto di vista della comunicazione, sommergere di fischi e sfottò uno che legge in silenzio e in piedi, proclamandosi al contempo vittima della sua discriminazione. Più utile sarebbe ignorarlo e cercare, in un'altra manifestazione e all'interno del proprio movimento, un messaggio "in positivo", che faccia leva sulla forza degli argomenti e della ragionevolezza, e sull'esempio di migliaia di famiglie gay che in questo Paese ce la fanno comunque, nonostante gli ostacoli sociali rappresentati anche dalle sentinelle in piedi.

Le sentinelle in piedi, invece, non hanno bisogno di lezioni: hanno capito perfettamente come capitalizzare al massimo la loro immagine in questa ora di impegno pubblico.

Pisa, la manifestazione delle sentinelle in piedi e la contro manifestazione gay