Raccolta firme dei negozianti per l’esposto contro il Comune

Allagamenti in corso Italia la mattina del 24 agosto

Palazzo Gambacorti è finito nel mirino dei negozianti dopo gli allagamenti dello scorso agosto e quelli di pochi giorni fa

PISA. «Gli eventi eccezionali incidono, ma gli allagamenti sono causati anche dalla scarsa manutenzione e dai passati interventi che hanno probabilmente peggiorato la situazione». I commercianti di Corso Italia si dicono pronti a ricorrere contro il Comune. Gli esercenti del principale asse commerciale cittadino stanno valutando l’ipotesi di promuovere una raccolta firme e un successivo esposto contro Palazzo Gambacorti, finito nel mirino dei negozianti dopo gli allagamenti dello scorso agosto e quelli di pochi giorni fa. Non bastano le paratìe e i vari accorgimenti pensati dagli esercenti per riparare i negozi dall’acqua. «Con eventi meteorici eccezionali o con pioggia normale subiamo comunque danni ai negozi e alle merci», dicono gli esercenti, secondo i quali il Comune sarebbe - in parte - responsabile dei danni.

«Dopo il rifacimento di Corso Italia, la situazione è notevolmente peggiorata - proseguono -. Le fogne non ricevono bene, probabilmente a causa di una scarsa manutenzione, e i negozi, che prima erano “protetti” dai marciapiedi, finiscono puntualmente sott’acqua provocando migliaia di euro di danni». Se presentato, l’esposto dei commercianti di Corso Italia sarebbe il secondo atto post-allagamenti formalizzato contro il Comune.

Pochi giorni fa, alcuni abitanti di Pisanova hanno infatti inviato una diffida firmata dall’avvocato Linda Sozzi a Palazzo Gambacorti, Acque Spa e Fiumi e Fossi. Secondo gli abitanti, la questione degli allagamenti di Pisa «non discende dalle “bombe d’acqua”, ma dalla totale incuria in cui versa il sistema fognario e dall’inesistente manutenzione dei fossi alla periferia della città». I residenti chiedono quindi di «procedere immediatamente alla ripulitura dei condotti fognari pubblici di via Cisanello, via Finlandia e via Tobagi».