Meningite, la pediatra del Meyer: «Basta giocare con la salute dei bambini, vanno vaccinati tutti»

La Prof. Luisa Galli primario di Malattie infettive al Meyer di Firenze

L’appello ai genitori di Luisa Galli, primario del reparto di malattie infettive all'ospedale pediatrico di Firenze: «Non sono pochi quelli che rinunciano al vaccino ma al cellulare di ultima generazione no»

PISA. «Non si tratta di C, la forma che sta spaventando la Toscana, ma anche il meningococco B è un batterio molto pericoloso. Non possiamo sottovalutarlo, può essere violento quanto l’altro, talvolta letale. Per questo è necessario vaccinare tutti i bambini, specialmente i più piccoli». Luisa Galli è il primario di Malattie infettive al Meyer di Firenze, il reparto in cui è ricoverata la bimba di 3 anni colpita da meningite. E la professoressa non ha dubbi: le campagne degli anti-vax, il movimento internazionale schierato contro i vaccini, stanno facendo breccia e rischiano di incrinare l’efficacia delle vaccinazioni.

Professoressa, come sta la bambina?

«Come comunicato dal Meyer, risponde bene alla terapie. In generale il meningococco B non va mai sottovalutato, può sviluppare infezioni fulminanti. Questa volta è andata bene, ma in soggetti deboli può danneggiare gravemente gli organi fino alla morte. Per questo è necessario vaccinare tutti i bambini, specialmente i più piccoli».

Ma la meningite di tipo B sta avendo una diffusione anomala?

«No, a destare le maggiori preoccupazioni in Toscana è la C, il numero di casi registrati sulla B rientra nella norma epidemiologica degli ultimi anni, ma questo non significa che si debba abbassare la guardia».

La bimba non era vaccinata. Del resto il B non è uno dei vaccini gratuiti.

«Vero. Ma la Regione offre comunque una copertura molto ampia. Per la C è gratuita fino a 45 anni, ed è accessibile per la B a costo zero per i nati dal primo gennaio 2014, gli altri pagano un ticket (da 70 a 86 euro) ma non certo il prezzo di una dose. Comprendo ci possano essere famiglie in difficoltà, ma spesso è anche una questione di priorità. E non sono pochi quelli che non rinunciano all’ultimo modello di cellulare ma al vaccino sì, anche a causa della cattiva informazione propagata dalle campagne antivaccinali».

Tipo di chi sostiene che facciano venire l’autismo?

«In quel caso sotto accusa è finito il vaccino contro il morbillo e, sebbene sia stato smentito e radiato il medico che aveva tentato di dimostrare il collegamento basando i suoi studi su dati falsi, le sue teorie continuano a circolare. Ricordiamo che oltre gli anti-vaccinali radicali esistono gli indecisi. Rimandano la vaccinazione perché non sono informati e si lasciano condizionare»

Cosa si rischia?

«Il vaccino funziona quando riesce ad offrire una copertura capillare, altrimenti si perde l’immunità di gregge. Non per niente l’Oms ha richiamato l’Italia ultimamente per aver raggiunto un tasso di vaccinazioni sotto gli obiettivi minimi per morbillo, parotite e rosolia. Tanto che si stanno verificando i primi decessi in Europa».