Maxi multa per Acque spa

Penale del Garante da 1,4 milioni per opere non fatte e obiettivi mancati

PISA. Non sarà una multa, ma brucia. Come un segno blu della penna sui compiti a casa. Nel linguaggio tecnico e normativo è «un riallineamento tariffario», fuori dai contorsionismi della burocrazia è una piccola stangata. E per una volta non a carico dei cittadini, ma diretta a chi dovrebbe offrire loro un servizio, garantire opere pubbliche e tempi certi in cambio delle tasse. A sferrarla, l’Authority toscana sull’acqua, che ogni anno verifica conti e progetti dei gestori idrici. Nel mirino c’è finita anche Acque spa, sanzionata per non aver fatto fino in fondo il suo dovere e che adesso è chiamata ad applicare uno sconto in bolletta agli utenti.

La penale. Il colosso pisano dell’acqua dovrà restituire ai suoi 300 mila utenti circa 1 milione e 400 mila euro. La sanzione arriva direttamente dall’Autorità idrica toscana. Il garante regionale applica all’azienda una penale per non aver centrato gli obiettivi che si era prefissata sulla realizzazione di opere e sul raggiungimento di alcuni standard minimi fissati dalle regole dell’Autorità nazionale per l’energia e il gas (Aeeg). La bocciatura si concentra sull’attività del 2011 e del 2012 e dovrà tradursi in una diminuzione delle entrate provenienti dalle tariffe e dunque in una previsione di bilancio al ribasso.

Gli obiettivi. La penale riguarda tre diverse tipologie di obiettivi: i minori investimenti fatti rispetto a quelli programmati o dirottati su progetti diversi da quelli stabiliti; alcuni standard organizzativi non raggiunti come i tempi di attesa agli sportelli o per la restituzione di eventuali rimborsi; infine, la mancata comunicazione di informazioni all’’Authority. «In parte lo sconto agli utenti è già stato spalmato sulle bollette del 2014 e del 2015 - spiega Alessandro Mazzei, direttore dell’Ait - ed è relativo alla penale calcolata per il 2011, circa 466.988 euro. Ma anche il prossimo anni, per il mancato raggiungimento degli obiettivi e per i soldi non spesi nel 2012, abbiamo calcolato 892.079 euro, ma per quell’annualità resta ancora da determinare la penale sugli standard organizzativi non centrati». Così il totale della “multa”, ora fermo a 1.359.067 euro, potrebbe alzarsi ulteriormente fino a un milione e mezzo.

Opere non realizzate. Non sono pochi i mancati investimenti contestati dall’Ait. Acque spa, ad esempio, non ha costruito le fognature necessarie ad evitare le salatissime infrazioni comunitarie previste, a partire dal 2016, per gli Stati membri che contano intere comunità non ancora collegate ai depuratori, non ha mai fatto partire i lavori per un impianto da 16 milioni contenuto nei piani di ambito da anni e con cui si dovrebbero convogliare gli scarichi di Pisa nord, San Giuliano e Vecchiano da San Jacopo alla Fontina. Non c’è traccia, poi, del collettore necessario alla messa in sicurezza di tutto il distretto del cuoio fra la Vadera, l’Empolese e la Valdinievole, ancora oggi prive di un sistema efficace di pulizia delle acque. Secondo l’ultimo piano di investimenti pluriennale, ammonta a 31 milioni il valore degli investimenti riprogrammati perché non realizzati entro il 2014. Un’inefficienza che è costata ad Acque 398.678 euro nel per il 2011 e 798.554 per i soldi non spesi e i cantieri mai aperti nel 2012. Meno pesante il sacrificio sui bilanci per non aver raggiunto gli standard organizzativi (68.310 euro) e per le violazioni degli obblighi di comunicazione (93.525 euro).

Lo sconto vale briciole. Non fatevi illusioni. Le sanzioni sono poco più che tirate di orecchi per un colosso che percepisce ogni anno 160 milioni dalle bollette. Le penalità non avranno quasi alcun effetto sulle tasche degli utenti, che dovrebbero ricevere in media circa 4,5 euro, un mini rimborso annullato dall’ultimo aumento di tariffa deliberato qualche mese fa: +6,5%.

Ma la spa è “secchiona”. Ma davvero Acque spa è un0’azienda discola? In realtà, a giudicare dai dati, la società in Toscana è la prima della classe. Publiacqua, simile per territorio coperto e volumi di fatturato, dovrà sborsare 9,7 milioni di penale; la livornese Asa, che vale la metà della spa pisana, 1,8 milioni. E ancora l’Ait deve calcolare gli importi definitivi per Nuove Acque e Gaia spa, le quali, giura, non brillano per efficienza. Certo, una magra consolazione.

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