Meningite in Toscana, vaccini: flop della campagna regionale

Gli ambulatori dell'Asl pisana aperti per la profilassi contro la meningite

A Pisa studente in coma: dall'inizio del 2015 sono 31 i casi nella nostra regione. L'esperto: "Non abbiamo mai vissuto un'epidemia di meningite di questa entità"

PISA. Il focolaio empolese, le vittime, un batterio che sembra inarrestabile. Soprattutto molto diffuso. All’inizio l’esplosione dei casi, la meningite che colpisce duro, spaventa, quasi terrorizza, perché arriva ad uccidere. Poi l’inevitabile a psicosi e l’assalto agli ambulatori. Di conseguenza, le Asl ed il presidente della Regione Enrico Rossi decisi a fermare uno spettro che una terra e una sanità d’eccellenza non potevano permettersi.

Nove milioni contro la C. La primavera Toscana è stata una campagna di guerra, un conflitto fra la scienza e la malattia. Dall’inizio dell’emergenza, la Regione ha speso 9 milioni di euro per combattere il batterio, ha comprato migliaia di dosi del vaccino e avviato una campagna di somministrazioni gratuita mirata a immunizzare una larghissima fetta di popolazione, quasi un milione di persone subito e quasi tutto il territorio nel lungo periodo. Tutti sforzi quasi inutili. Dopo i primi mesi di panico, i cittadini si sono fermati.

Poche vaccinazioni. Al 31 luglio erano 125mila le vaccinazioni fatte alle due categorie di persone scelte per la profilassi, ad un costo a carico della Regione di 10-12 euro a dose. Ad agosto sarebbero ricorsi al farmaco appena 5mila in più, portando il totale a 130mila. La prima fascia, a cui hanno partecipato circa 70mila ragazzi, è quella dei giovani tra gli 11 e i 20 anni, che sono circa 300mila in Toscana. Per loro c'è stato l'invito diretto a presentarsi alle strutture sanitarie.

E considerando che solo Siena era esclusa dalla chiamata pubblica per assenza di incidenza del batterio, sono moltissimi i giovani ad aver disertato gli ambulatori. La seconda, tra i 21 e i 45 anni, era mirata altre 600mila persone, anche per queste il vaccino è stato messo a disposizione gratuitamente ma senza una chiamata attiva. Qui si sono attivati appena 55mila toscani. Senza contare che il vaccino è gratis per tutti i nuovi nati fino a 10 anni.

L’effetto emotivo. L’obiettivo della campagna è ottenere una copertura larga per il 2016, ma l’obiettivo è molto lontano. Si è vaccinato tanto nelle prime settimane, quando i centralini delle Asl venivano intasati di richieste, ma poi la paura è diminuita e sempre meno persone hanno fatto domanda. Nemmeno i casi di giugno sembrano aver riattivato un rimbalzo emotivo. E la gran parte delle iniezioni del siero è avvenuta nei primi due mesi. Si stima almeno il 70 per cento.

IL NUMERO

  • 31: I CASI DI MENINGITE IN TOSCANA DALL'INIZIO DELL'ANNO

Industria e antivax. Nessuno se lo nasconde, a spegnere la psicosi è stata anche il fronte degli antivax. Esiste da tempo un movimento con moltissimi aderenti che sostiene la dannosità del vaccino legandolo a malattie come autismo e altri tipi di disturbi, nonostante non esista una letteratura capace di dimostrarlo scientificamente. Ma le teorie puntano il dito contro le case farmaceutiche, che con i vaccini fanno cassa. L’ultima gara bandita dalla Regione è stata da 250 mila dosi, base d’asta 5 milioni di euro.

Ancora allarme. «Non possiamo far finta di niente - dice Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive a Cisanello - La Toscana non ha mai vissuto un’epidemia di meningite di questa entità. Ci fu 10 anni fa, ma più contenuta, con il ceppo B, e fu debellata con una vaccinazione a tappeto». Secondo molti esperti questo potrebbe essere un ceppo ipervirulento, che rispetto a una meningite C comune alza il tasso di letalità dal 10 al 40%. «Anche stavolta - continua il primario - la soluzione è la stessa. Ci sono le dosi, i servizi, ora serve la consapevolezza dei cittadini: se si proteggerà la collettività anche i singoli saranno protetti».

Schierate le Asl. «Forse una parte della ritrosia è dovuta anche all’alone di sospetto che in modo ingiustificato si è gettato sui vaccini, va detto - dice l’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi - Invece è importantissimo fare la proifilassi. Sia gli esperti dell’Istituto superiore di Sanità del ministero stanno studiando il ceppo toscano, che appare molto aggressivo, ma fare il vaccino è fondamentale. Per questo chiederemo a medici e Asl di tornere a sensibilizzare i cittadini».