Pisa, guardia giurata rapina il collega: ucciso

Simone Paolini con il suo avvocato Erminia Imperio

Alle 4,30 scatta la reazione del vigilante nei pressi del Bingo di Navacchio. A sparare è Simone Paolini. La vittima si chiamava Davide Giuliani e abitava a Montecalvoli. Scaduto da febbraio il decreto di guardia giurata per lo sparatore

PISA. Un tentativo di rapina dell'incasso della sala Bingo di Navacchio è finito nel sangue dopo che una guardia giurata - Simone Paolini, 37 anni, di Pisa- ha reagito e ha sparato uno o due colpi di pistola e il rapinatore  è rimasto ucciso. È accaduto intorno alle 4,30 del 13 agosto, indagano i carabinieri. La vittima è un'altra guardia giurata, Davide Giuliani, nato nel 1969, residente a Montecalvoli nel comune di Santa Maria a Monte e attualmente in congedo dal lavoro per motivi di famiglia. Il vigilante che ha sparato è già stato indagato dalla procura: un atto dovuto. Paolini venerdì 14 agosto sarà interrogato dopo un primo incontro con pm  andato avanti dalle 14,30 alle 15,30 circa di giovedì 13 agosto.  Da quanto emerso era scaduto da febbraio il decreto di guardia giurata per lo sparatore e non era stato chiesto il rinnovo.

La prefettura comunica che l’autore dell’episodio criminoso, Davide Giuliani, era munito dei titoli di polizia con scadenza 2 gennaio 2016, rilasciati sulla base degli accertamenti istruttori effettuati dalla Questura e dal Comando Provinciale dei Carabinieri, che non avevano evidenziato elementi ostativi. "Sul conto del predetto, peraltro, durante la vigenza dei provvedimenti, non sono state comunicate, da parte dell’Istituto di Vigilanza di appartenenza, situazioni soggettive o oggettive che avrebbero potuto comportare l’immediata revoca dei titoli di polizia emessi dall’Ufficio Territoriale del Governo di Pisa - si legge in una nota -. Quanto a Simone Paolini, che ha usato l’arma da fuoco contro il rapinatore provocandone il decesso, si comunica che lo stesso, in relazione ai fatti finora appresi, nel momento in cui operava era sprovvisto del decreto di guardia particolare giurata e della licenza di porto di pistola, essendo i suddetti titoli di polizia scaduti il 4 febbraio 2015 e mai rinnovati. Alla luce del grave episodio e tenuto conto anche della necessità di un approfondimento sulla regolare attività dell’Istituto di Vigilanza in questione, nel corso del vertice in Prefettura  è stato deciso di procedere ad un’accurata verifica per ogni conseguente esame e valutazione in ordine alla licenza a suo tempo rilasciata".

 

Sparatoria a Navacchio, il sopralluogo della scientifica

Secondo la ricostruzione dei militari dell'Arma, la vittima, che conosceva molto bene le modalità di svolgimento del servizio di ritiro degli incassi, ha atteso un collega, un'altra guardia giurata dello stesso istituto di vigilanza, Guardie di Città di Pisa, per derubarlo dell'incasso che aveva appena ritirato dal Palabingo di Navacchio in via del Nugolaio. Il collega non lo ha riconosciuto perché il rapinatore indossava un casco. A quel punto, ha reagito e ha sparato. Solo dopo, stando alla prima versione che i carabinieri stanno accertando, avrebbe riconosciuto il bandito solitario.

Nonostante la ferita, l'uomo è salito in macchina per fuggire. Ha percorso alcuni metri e si è fermato all'ingresso della zona industriale e commerciale di Navacchio, sempre in via del Nugolaio, dopo avere abbattuto anche un cancello di una casa, a pochi metri di distanza da dove si è fermato. Illesa, ma sotto choc la guardia giurata che quando ha visto il rapinatore senza casco si è resa conto che si trattava del suo collega. I carabinieri hanno sentito gli abitanti della zona per cercare testimoni.

La macchina del rapinatore si è fermata vicino ad alcune abitazioni, all'altezza del civico 13. Qui i residenti si sono accorti di quello che era successo solo quando, la mattina, hanno aperto le finestre al momento del risveglio. Carabinieri e magistrato di turno hanno ascoltato il vigilante per ricostruire la dinamica dei fatti.

La mattina del 13 agosto il Corpo Guardie di Città ha diramato una nota con cui ricostruisce i fatti.

"Alle 4.27 - si legge - la guardia giurata dell’Istituto di Vigilanza Privata Corpo Guardie di Città addetta al ritiro valori presso il Palabingo di Navacchio, dopo aver ritirato il plico con l’incasso, mentre si accingeva a salire sull’autopattuglia di servizio, è stata bloccata da un uomo travisato con un casco da motociclista e armato di pistola, il quale gli ha intimato di dargli l’incasso e lo ha minacciato di sparargli. La Guardia di Città ha attivato il sistema antirapina gps collegato alla centrale operativa dell’Istituto di vigilanza e ha ingaggiato una
colluttazione con il rapinatore".

A quel punto è avvenuta la sparatoria, mentre altre pattuglie addette al pronto intervento si sono dirette rapidamente sul posto per verificare ciò che stava accadendo.

"Il rapinatore - prosegue la ricostruzione dei fatti diffusa dal Corpo Guardie di Città - è entrato nell’auto di servizio, colpendo la guardia giurata, minacciandolo ancora di sparargli e urlandole di consegnare la busta con gli incassi della serata. La Guardia di Città è riuscita a divincolarsi e ad uscire dal veicolo di servizio, lato passeggero, nonostante che l’aggressore, alto e molto robusto, fosse riuscito a disarmarla e cercasse di soffocarla con il giubbotto antiproiettile che gli aveva fatto salire fin sulla faccia. La Guardia di Città è corso verso il Palabingo. Dopo qualche minuto sono arrivate sul posto altre tre autopattuglie che successivamente hanno trovato il rapinatore (il quale nel frattempo era montato sulla sua macchina e si era dato alla fuga ) riverso fuori dalla sua auto ancora in moto ad una certa distanza dal Palabingo vicino all’ingresso di Navacchio della superstrada".

A quel punto la sorpresa : "L’uomo che perdeva sangue ha chiamato per nome la guardia che si era per prima avvicinata, la quale - stupita - lo ha riconosciuto come suo collega di lavoro che da quasi un anno era in congedo per assistere un familiare. Prima dell’arrivo dell'ambulanza il rapinatore è morto tra la disperazione delle Guardie di Città intervenute".

Poiché si erano verificati dei fatti sospetti in cui il collega morto era stato coinvolto, l'Istituto di vigilanza gli aveva fatto consegnare il decreto di guardia giurata, il porto d’armi e tutte le divise quando era andato in congedo parentale.

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