Centauro morto, il mistero della frenata

Davide Turini, la vittima

Un ostacolo improvviso può avere spinto Davide Turini a “inchiodare” la moto

TIRRENIA. Ieri mattina è stato eseguito un altro sopralluogo sull’Aurelia dove lunedì ha perso la vita Davide Turini, 33 anni, residente a Tirrenia. Gli agenti della polizia municipale non riescono a comprendere il motivo per cui il centauro abbia frenato in maniera decisa su un tratto rettilineo. I segni lasciati sull’asfalto dalla lunga frenata sono evidenti. «Come se il motociclista si fosse trovato all’improvviso un ostacolo davanti», affermano all’ufficio incidenti della polizia municipale da cui viene rinnovato l’appello a eventuali testimoni che possano aiutare a capire quanto accaduto. L’unico testimone, al momento, è un automobilista che proveniva dal senso opposto di marcia, ma la cui descrizione non è completa. E la polizia municipale esclude anche un guasto alla moto: «L’impianto frenante è risultato tecnicamente funzionante». Intanto, a Tirrenia, dove Davide Turini abitava, è profondo il dolore dei familiari e degli amici per una perdita così grave. «Un ragazzo semplice, sempre sorridente - è il ricordo degli amici - e pronto ad aiutare gli altri».

Livornese di nascita, Turini è cresciuto nella piccola comunità di Tirrenia. Da sempre, secondo chi ha condiviso con lui un pezzo della sua breve esistenza, rivendicava le sue origini labroniche al punto da considerarsi un livornese doc. All'ombra dei Quattro Mori lavorava nell'azienda di famiglia, un’agenzia di spedizioni. Molto conosciuto a Tirrenia, Turini coltivava numerose passioni. Musica e sport in primis. Dal pugilato al calcio allo snowboard, ha sempre praticato sport e molti lo ricordano mentre faceva jogging per le strade di Tirrenia al termine di una giornata di lavoro. Amava gli animali e i bambini. Da poco era fidanzato con Beatrice, una giovane di Tirrenia. «Non credo di dire niente di scontato se dico che ieri (lunedì per chi legge, nda) è venuta a mancare la persona più generosa che tutti abbiamo conosciuto, una persona semplice e pura – ricorda Andrea Ghelarducci, uno degli amici più stretti di Turini -. Posso affermare che Davide avrebbe fatto per ognuno di noi molto più di quanto ognuno di noi avrebbe fatto per lui».

«Davide era cosi: sempre sorridente, mai un doppio fine, non si aspettava niente in cambio. Su di lui potevi sempre contare. Non sono banalità, lui era proprio così», conclude Ghelarducci che ricorda l'amico con un aneddoto: «Quel giorno a Venezia, c'era il concerto dei Pearl Jam, andammo in molti, era al mio fianco che piangeva come un bambino durante la sua canzone preferita, Given to fly. Lo ricorderò sempre così, grande come una montagna e sensibile come un bambino».

Quando è accaduto l’incidente, Davide stava tornando da Livorno con la moto, dall'azienda di import-export del padre Mauro, dove lavorava. «Sarebbe dovuto diventare il padrino di mia figlia - aggiunge Luca Annino, altro grande amico di Turini -. Era una persona spettacolare, una di quelle che servono al mondo per essere migliore. Era un bravissimo ragazzo - continua l’amico - non vedeva mai il male da nessuna parte, non riusciva ad odiare nessuno».

A Tirrenia molti dei suoi amici ieri pomeriggio si sono ritrovati in attesa di sapere quando si svolgerà il funerale di Davide. Funerale che dovrebbe essere celebrato domani. La salma, dopo l’incidente, è stata trasportata all’istituto di medicina legale a disposizione dell’autorità giudiziaria e oggi sarà restituita alla famiglia.

«Abbiamo passato molti momenti insieme io e Davide. Mercoledì e giovedì scorso eravamo assieme. Avevo intenzione di fargli fare da padrino a mia figlia Andrea - continua Luca - glielo avevo solo accennato, ma a giorni avevo intenzione di proporglielo ufficialmente. Purtroppo questo non sarà più possibile».

Davide era un ragazzo allegro, da buon livornese aveva sempre la battuta pronta e il sorriso sulle labbra, anche in momenti non proprio felici. Luca Annino ci conferma che Davide non era un amante della velocità: «Prendeva la sua moto, una Kawasaki, solo per andare al lavoro nell'azienda di famiglia. Davide soffriva molto il caldo e per risparmiarselo usava la moto. Non era una persona che andava forte come ho sentito dire. Non è assolutamente vero». Turini aveva una grande passione per lo snowbord: «Con questo sport - conclude l’amico - ha rischiato tanto. Faceva le gare e voli molto alti e pericolosi».

Davide per un periodo aveva anche militato nella squadra di calcio di Marina di Pisa, la Marinese Garzella, in Seconda ed in Prima categoria. Era un tifoso del Milan, ma al primo posto nel suo cuore c'era il Livorno. I suoi amici di Tirrenia, ancora molto scossi per l'accaduto, stanno organizzando per domani sera una veglia in suo ricordo. Davide lascia la madre Cinzia, il papà Mauro, il fratello Matteo e la fidanzata Beatrice.