PISA. Sfrontato e con il tono di sfida, il “corvo” è tornato a vomitare insulti razzisti contro la studentessa senegalese che, con quella di ieri, dai primi di aprile ha ricevuto sette lettere di offese. La sua colpa? Essere brava a scuola e, soprattutto, di colore. L’ultimo ritrovamento risale alle 9 di giovedì 21 maggio dopo un cambio di insegnanti. Sopra lo zaino appoggiato sul banco della 14enne un foglio a righe vergato a mano le ha dato il “buongiorno”. Il preside è entrato in classe mezz’ora dopo per spiegare la delicatezza di una vicenda che ha tolto serenità alla scuola (venerdì 22 maggio è apparso uno striscione "appartengo all'unica razza che conosco, quella umana") e marcato di xenofobia quella che era partita come un’invidia per gli ottimi profitti negli studi. E, soprattutto, che era bene farla finita visto che ora indagano i carabinieri. La risposta è stata la settima lettera oltraggiosa.
Nella missiva il “corvo” aggiorna il suo accanimento con un giudizio sul clamore mediatico della storia e sottolinea i concetti già espressi nelle precedenti sei lettere. Il livello resta nel solco dell’oltraggio razzista. «Il tuo è un sogno che non diventerà mai realtà – esordisce l’anonimo –. Rassegnati!! Avvocatessa (nome della ragazza, ndr). Lo sai che sei la mia negretta preferita?? E' stata una buona idea la stampa. Però devi sapere che anche loro fingono di volerti aiutare ma in realtà fingono perché loro vogliono solo i soldini... Il bello di tutta questa storia è che voi non saprete mai chi sono e neanche quelli s....i dei carabinieri... La (nome della docente di diritto, ndr) e gli altri prof possono solo fare supposizioni. Le accuse come sono cadute un'altra volta cadranno. Tu un'avvocatessa non potrai mai diventarlo perché un negro avvocato non si è mai visto e tu di sicuro non lo diventerai perché nessuno è disposto a farsi difendere da una negra».
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La lettera prosegue con altre considerazioni sul padre che sabato mattina era andato in classe per tendere una mano verso chi aveva ingiurato sua figlia. Che ha un sogno, quello di fare l’avvocato. «Sono e resto tranquilla – confida la 14enne, vittima per la settima volta di offese razziste –. Queste lettere non cambiano la mia vita, né la voglia di impegnarmi nello studio. In classe ho ricevuto tanto affetto. Forse anche da chi scrive quelle cose dimostrandosi davvero un grande ipocrita». Il padre è amareggiato: «Non ho parole».
Giovedì 21 maggio nell’istituto si sono presentati tre carabinieri. Hanno sentito il preside, alcuni insegnanti e la ragazzina. Poi hanno acquisito la lettera che è finita nel fascicolo aperto dalla Procura del Tribunale per i Minorenni di Firenze e. Le attenzioni sono concentrate su tre ragazzi e una ragazza. Una in particolare sarebbe stata vista allontanarsi dalla classe poco istanti prima del rinvenimento della lettera anonima sullo zaino.
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Quando i militari si sono presentati in classe nessuno ha mostrato cedimenti visibili che far tradire l’eventuale colpevole o chi ha contribuito in altre occasioni a imbrattare di insulti i fogli destinati alla studentessa. Il corvo alza il tiro, ma i carabinieri a breve potrebbero fargli rimangiare la promessa di anonimo imprendibile. Il provveditore Luigi Sebastiani venerdì 23 maggio incontrerà i familiari della ragazza: «Episodio gravissimo, ma prima di prendere provvedimenti aspettiamo l'esito delle indagini».