Pisa primo capoluogo della statistica: nasce il Centro toscano

PISA. Nasce a Pisa il Centro toscano sulla statistica avanzata per lo sviluppo equo e sostenibile su iniziativa delle università di Pisa, Firenze e Siena. La sede sarà a rotazione nei tre atenei per...

PISA. Nasce a Pisa il Centro toscano sulla statistica avanzata per lo sviluppo equo e sostenibile su iniziativa delle università di Pisa, Firenze e Siena. La sede sarà a rotazione nei tre atenei per una durata di quattro anni ciascuno (prolungabile a otto) a cominciare dal dipartimento di economia e management dell’università di Pisa.

Si tratta della prima esperienza toscana interateneo e consentirà l’integrazione dei saperi. L’attività sarà portata avanti da circa 45 studiosi: venti del dipartimento di economia e management dell’università di Pisa, quindici del dipartimento di statistica, informatica e applicazioni dell’università di Firenze e dieci del dipartimento di economia politica e statistica dell’università di Siena.

Il Centro è intitolato allo studioso Camilo Dagum. L’inaugurazione si è svolta nella Gipsoteca di arte antica alla presenza del presidente dell’Istat Giorgio Alleva, che ha parlato dell’esperienza dell’Istat nella misurazione del benessere e della sua importanza per poter introdurre elementi diversi nella valutazione delle politiche pubbliche e anche come strumento per i cittadini .

«Il merito dell’iniziativa è dei dipartimenti delle tre università coinvolte – dichiara il rettore Massimo Augello – Un percorso che spero proseguirà anche sulla didattica con l’istituzione di un'unica laurea regionale in ambito statistico applicato».

Il nuovo Centro dovrà avere un ruolo importante anche per la definizione delle politiche locali. «La necessità di uno sviluppo economico equo e sostenibile – spiega la prof. Monica Pratesi del dipartimento di economia e management dell’università di Pisa, neo direttore del Centro – ci ha spinto alla creazione di questo Centro che per i primi quattro anni avrà sede a Pisa. La ricerca si svolgerà in collaborazione con altri atenei nazionali e internazionali e con l’Istat. E poiché si tratta di un Centro interuniversitario potremo partecipare ai bandi europei. Ma continuerà soprattutto il nostro ruolo di pungiglioni delle istituzioni per quanto riguarda gli studi sulla povertà per farli arrivare agli amministratori pubblici. Ad oggi infatti non usufruiscono appieno dei risultati disponibili della ricerca applicata, utili per conoscere le condizioni di vita dei cittadini». (d.s.)

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