Quella storia infinita del parcheggio di piazza Vittorio

Penale di 2,9 milioni a carico del Comune per chiudere la lite Alla società andrebbe l’area di sosta in via Cammeo fino al 2054

PISA. La storia infinita del parcheggio di piazza Vittorio ora si arricchisce di una puntata che potrebbe andare avanti fino all’anno 2054. Infatti, sembra che sia stato trovato un accordo: l’amministrazione comunale paga una penale di 2,9 milioni di euro e la storia si chiude; ma per avere la garanzia di quella cifra la Parcheggi Pisa srl vorrebbe la cessione della gestione del parcheggio di via Cammeo (il parcheggio accanto a Piazza dei Miracoli) per i prossimi quarant’anni, appunto da qui al 2054. Le domande per capire la vicenda sono due: il parcheggio sotterraneo davanti alla stazione non doveva essere un’opera pubblica realizzata a costo zero? E, poi, il parcheggio in via Cammeo (attualmente gestito dalla controllata comunale Pisamo) rende circa 640.000 euro all’anno: quella cifra moltiplicata 40 anni fa oltre 25 milioni. Perché così tanti in più rispetto ai 2,9 richiesti?

Allora andiamo con ordine: com’è noto il parcheggio di piazza Vittorio doveva essere un’opera lampo (425 giorni) che dava lustro all’area intorno e alla città tutta. Non è andata proprio in quel modo: otto anni di lavori (fino al 2009) e la rinuncia a uno dei quattro piani previsti nel progetto iniziale per infiltrazioni d’acqua hanno provocato il conseguente ridimensionamento dei posti auto disponibili. Il motivo di questi ritardi sta in una parola e due aggettivi: sorprese archeologiche e geologiche; rispetto ai piani iniziali, le forze della natura (il terreno molto permeabile) e quelle della storia (ritrovamenti storici sotterranei) hanno fatto saltare tutto. E un anno fa la Parcheggi Pisa srl ha portato il suo conto all’amministrazione: 14 milioni di euro di danni.

Purtroppo la legge è dalla sua parte e, per come si stavano mettendo le cose, è andata addirittura bene se il compromesso finale è di soli 2,9 milioni, grazie al lavoro di una commissione nominata nel 2010 dalle due parti per risolvere la vicenda per vie bonarie. Oltre a quella cifra, ovviamente, la società si tiene la gestione dell’opera.

Resta da rispondere alla seconda domanda: se il parcheggio di via Cammeo, o chi per lui, fruttasse 2,9 milioni subito, la vicenda finirebbe lì. Invece più è lontana nel tempo la previsione d’incasso, più si applica un coefficiente di rischio che abbassa il valore: ecco che per ottenere quasi tre milioni effettivi, ci vuole una garanzia otto volte maggiore se diluita in quarant’anni; e l’accordo si ritiene chiuso indipendentemente da quanto la società riuscirà a prendere da qui al 2054. Ultima nota: il Comune proverà a chiedere lo sconto, offrendo un parcheggio meno “pregiato”. Il gruppo consiliare “Una città in Comune - Rifondazione comunista” commenta: «Le amministrazioni guidate dal Pd in questi anni a Pisa hanno abusato dello strumento della finanza di progetto, dell’affidamento a privati di opere pubbliche, senza avere però gli strumenti e le competenze per tutelare se stessa e i cittadini, e ora ne paghiamo le conseguenze». Le paure valgono anche per il futuro, con Piuss e People Mover che sono da tenere d’occhio; in più si aggiunge la denuncia per le «risorse che verrebbero tolte ad esempio alla mobilità sostenibile» causa i mancati introiti di via Cammeo. (g.c.)

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