Aeroporti: Il ministro garante, fusione a un passo

Da Maurizio Lupi assicurazioni sui cento milioni mancanti per Peretola. Enti pubblici pisani pronti a votare a favore

PISA. La fusione tra gli aeroporti Galilei e Vespucci è al passo decisivo. Anche il tassello mancante sta andando al suo posto. I dubbi di Pisa, legati ai 100 milioni di euro non ancora garantiti per lo sviluppo di Peretola, sono pronti ad essere rimossi. In più ambienti è annunciata una lettera a firma del ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi, in cui viene confermato che questo ingente contributo pubblico arriverà. E che si aggiungerà ai primi 50 milioni dentro lo “Sblocca Italia”. Il pacchetto da 150 milioni statali (su un investimento totale di 300) sarà così completo. Ciò significa che martedì prossimo, all’assemblea dei soci della Sat (la società di gestione dell’aeroporto Galilei), ci saranno tutte le condizioni perché venga approvata la proposta di fusione avanzata da Corporacion America, il privato che detiene la maggioranza con il 53% delle azioni.

Con i voti favorevoli dei soci pubblici e parapubblici (Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Pisa) il quorum necessario - una maggioranza di due terzi - sarà agevolmente raggiunto. Insieme, il 34 per cento di azioni dei soci pubblici avrebbe il potere di bloccare il progetto di fusione. Se Camera di Commercio e Fondazione erano comunque orientati verso un voto favorevole, l’asse Comune-Provincia non si era sbilanciato.
Ma il parere dell’advisor Moores Rowland Bompani, richiesto dal Comune, ha dato indicazioni precise: la fusione tra scali aeroportuali porta diversi vantaggi. L’unico dubbio che pone, ma non di poco conto, è proprio quello dei finanziamenti pubblici, dal momento che il masterplan complessivo si regge su aiuti governativi pari al 50 per cento di quanto necessario per rifare l’aeroporto Vespucci. Su questo Filippeschi ha chiesto, e ottenuto, l’appoggio del consiglio comunale. Un sì alla fusione, ma condizionato. L’annunciata lettera del ministro Lupi con la garanzia dei 150 milioni di euro rimuove il punto interrogativo.

Con questo scenario davanti, lunedì 9 febbraio l’assemblea dei soci di Adf (società Aeroporto di Firenze) darà il via libera; e lo stesso avverrà martedì 10 nell’assemblea dei soci di Sat. La fusione avverrà poi secondo un calendario di adempimenti burocratici. Sarà di fatto l’avvio per la realizzazione del sistema aeroportuale toscano da 12 milioni di passeggeri al 2029, secondo quanto previsto dal piano industriale e dalle indicazioni contenute nel piano nazionale: 7 milioni per il Galilei, 5 milioni per il Vespucci. Il Galilei, con i suoi numeri ancora in crescita ed i programmi di sviluppo in corso, resterà leader regionale. Intanto il Vespucci dovrà rifarsi il look, sia come aerostazione che come nuova pista (con l’incognita della lunghezza).

Corporacion America, la società del magnate Eduardo Eurnekian, sta dunque per raggiungere l’obiettivo. La società unica che nascerà dalla fusione avrà la sede legale a Firenze, mentre la speranza è che la sede operativa resti a Pisa. Il nuovo consiglio di amministrazione sarà composto da quindici membri. I rapporti tra Firenze e Pisa si rispecchieranno nelle cariche. La presidenza è saldamente promessa a Marco Carrai, attuale presidente di Adf, e braccio destro storico del premier Matteo Renzi. Ci saranno poi due vicepresidenti: uno sarà sicuramente Roberto Naldi, presidente di Corporacion America per l’Italia; l’altro sarà espressione pisana. La candidatura di Pierfrancesco Pacini, presidente della Camera di Commercio, è uscita allo scoperto da tempo. Ma non si escludono sorprese. Per Pisa ci saranno poi altri tre posti nel cda. L’amministratore delegato sarà Gina Giani, ad della Sat.