Aeroporti, il consiglio comunale di Pisa: ok alla fusione

Il sindaco Filippeschi e gli advisor

L'ordine del giorno passa con i voti del centrosinistra e di Fi: sì alla fusione tra Sat e Adf ma solo a patto che arrivino "precise garanzie sul finanziamento pubblico necessario allo sviluppo di Peretola"

PISA. Il consiglio comunale di Pisa ha approvato con i voti della maggioranza di centrosinistra e quelli di Forza Italia un ordine del giorno che sostiene la linea illustrata dal sindaco Marco Filippeschi di dire sì alla fusione tra Sat e Adf solo a patto che arrivino "precise garanzie sul finanziamento pubblico necessario allo sviluppo di Peretola".  Filippeschi ha spiegato appunto che ai soci di maggioranza chiederà, a nome del Comune e della Provincia di Pisa e dentro un percorso condiviso anche dagli altre due soci di minoranza Camera di Commercio e Fondazione Pisa (i quattro enti pisani detengono complessivamente il 34% delle quote di Sat), "precise garanzie sui 150 milioni di euro di finanziamento pubblici per Firenze per ora non ci sono tutti, ma ne sono stati stanziati dal Governo solo 50, perché non vogliamo che sia il "Galilei", a cose fatte, a pagare la differenza".

In consiglio comunale è intervenuto anche Simone Sartini, uno dei tecnici che ha redatto la relazione dell'advisor Mrb, e ha spiegato alle forze politiche i vantaggi della fusione pur ribadendo, come indicato nella relazione stessa, la vicenda dei finanziamenti pubblici e sottolineando che "qualora per gli stessi non vi fosse sufficiente certezza potrebbero accentuarsi i profili di aleatorietà del masterplan di Adf con particolare riguardo alle dinamiche finanziarie".

Il voto al termine del lungo dibattito durante il quale tutte le opposizioni, compresa Forza Italia che ha criticato politicamente il Pd pur votando il sì all'ordine del giorno con la sola esclusione di un consigliere, hanno deciso di esprimere un voto contrario alla fusione, mentre la maggioranza di centrosinistra ha sostenuto la linea del sindaco.

Durissimo il Movimento 5 Stelle, la cui consigliera Elisabetta Zuccaro ha definito la fusione "un matrimonio tra il peggio della politica e dell'imprenditoria, perché questo è ciò che avviene In Italia ogni volta che c'è di mezzo una grande opera" e ha concluso affermando che "alla fine di questa vicenda, che segna un'inequivocabile sconfitta per il sindaco pisano, ci sono solo le sue dimissioni".

Fortemente critico anche Raffaele Latrofa (Ncd): "Dico no alla fusione perché rispetto alla battaglia che questo consiglio comunale ha condotto unitariamente nei mesi scorsi lo scenario è sì cambiato, ma per colpa di una scelta regionale di cui porta interamente la responsabilità il Pd. Qui si cerca oggi di virare su valutazioni tecnicistiche a discapito della politica. Quella pisana ha perso e la colpa di Rossi e del Pd". No alla fusione anche da Noi adesso Pisa, Una città in comune-Prc e di un consigliere del gruppo misto fuori uscito nei mesi scorsi da Sel.