Il professor Settis: "Per i beni culturali servono soldi, non soluzioni placebo"

Il professor Salvatore Settis

L'ex direttore della Scuola Normale di Pisa boccia l'idea dell'archeologo Manacorda e del ministro Franceschini di restituire al Colosseo la sua Arena

PISA. "Questo è un momento drammatico per la tutela del patrimonio culturale: lo "Sblocca-Italia" contiene norme devastanti, e intanto la funzionalità del ministero cala di continuo per mancanza di fondi e di personale. In questa situazione, non credo proprio che l'eventuale restituzione dell'arena del Colosseo sia una priorità ragionevole, anche perchè dettata da un'ipotesi di riuso per forme varie di intrattenimento".

Il duro giudizio sulla proposta del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, che in un tweet ha rilanciato l'idea dell'archeologo Daniele Manacorda di "restituire al Colosseo la sua Arena", è del professore pisano Salvatore Settis, ex direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa nonchè ex presidente del Consiglio superiore dei beni culturali.

La proposta di Manacorda, avallata da Franceschini, è ricoprire i sotterranei, oggi quasi completamente scoperchiati, per mostrare "come i visitatori vedevano e vivevano il Colosseo sino a poco più di un secolo fa". La copertura, secondo il progetto, permetterebbe anche di utilizzare il Colosseo per eventi e spettacoli di diverso genere.

Un'ipotesi che trova però l'opposizione di Settis. "La vera, unica priorità del ministro - sottolinea l'archeologo e storico dell'arte italiano in una dichiarazione all'Ansa - dovrebbe essere a mio avviso il rilancio delle strutture di tutela procedendo finalmente a nuove assunzioni di personale altamente qualificato, senza il quale nulla (nemmeno l'arena nel Colosseo) può esser fatto decentemente".


Per Settis "senza nuovi investimenti il destino dei nostri beni culturali è segnato: ogni placebo, come questo progetto, durerà lo spazio di un mattino".