Alla Stella Maris strumento che aiuta chi ha problemi visivi

PISA. Quando la solidarietà incontra la scienza e la tecnologia, genera soluzioni senza precedenti. È il caso di Avdesk 2, uno strumento di riabilitazione efficace per la cura e il trattamento dei...

PISA. Quando la solidarietà incontra la scienza e la tecnologia, genera soluzioni senza precedenti. È il caso di Avdesk 2, uno strumento di riabilitazione efficace per la cura e il trattamento dei problemi visivi non solo dei bambini ma anche degli adulti. L'apparecchio nasce dalla donazione generosa del Distretto Leo 108 La - Toscana (associazione giovanile del Lions Club) con il prezioso contributo di una famiglia che ha scelto di rimanere anonima. Solidarietà declinata con la innovativa ricerca scientifica svolta dai neuropsichiatri dell'Irccs Fondazione Stella Maris - che da anni lavorano nel campo della diagnosi e della neuroriabilitazione visiva - e dalla capacità tecnologica del Gruppo Linari Engineering. Il risultato è un sistema elettronico, composto da hardware e software, capace di svolgere il trattamento riabilitativo - direttamente a domicilio - delle persone con emianopsia o importanti riduzioni del campo visivo in seguito a lesioni cerebrali acquisite a partire dai primi anni di vita.

Avdesk2 è frutto di un lavoro pluriennale che è stato presentato ieri alla Fondazione Stella Maris, presieduta dall’avvocato Giuliano Maffei. I protagonisti del progetto sono il professor Giovanni Cioni, direttore scientifico della Stella Maris, e la dottoressa Francesca Tinelli (neuropsichiatra Infantile). «Questo strumento risponde all'esigenza di poter disporre di un efficace trattamento riabilitativo per tutti quei soggetti con una particolare cecità corticale, quella caratterizzata da un difetto di campo visivo - spiega il prof. Giovanni Cioni -. Ricordo che questo tipo di cecità è spesso causata da lesioni del sistema nervoso di natura vascolare - ischemica o emorragica -, traumatica, infettiva, tumorale o conseguenza di importanti interventi neurochirurgici». Di fatto il paziente in cui queste lesioni interessano la corteccia occipitale e/o le radiazioni ottiche, è incapace di vedere in una parte del campo di sguardo. Quando questo difetto è molto esteso lo si definisce con il termine di emianopsia.

«L'emianopsia - prosegue la dottoressa Tinelli - è estremamente invalidante nella vita quotidiana perché impedisce semplici azioni quali la lettura o il ritrovamento di un oggetto smarrito all'interno di un ambiente familiare».

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