Contributi, Enasarco a caccia di evasori

Dal primo agosto i controlli sulle posizioni dei collaboratori non abilitati come mediatori in circa 500 agenzie immobiliari

PISA. Collaborano con le agenzie immobiliari, ma non hanno l’abilitazione come mediatori.

Dal primo agosto queste figure professionali rimaste finora in una zona grigia di inquadramento fiscale, finiranno sotto la lente degli ispettori dell’Enasarco l'ente previdenziale degli agenti di commercio. In provincia sono poco meno di 500 le imprese mediatrici di affitti e compravendite che potrebbero ricevere la visita degli accertatori.

Se i collaboratori non dovessero versare i contributi pensionistici, aggiuntivi rispetto all'Inps, il titolare dell'agenzia rischierebbero una multa salata.

La legge prevede l'obbligo di pagare fino a 5 anni di contributi arretrati in base a quanto tempo il collaboratore è stato impiegato nell’agenzia.

I collaboratori. Svolgono diverse mansioni: da quelle più semplici di segreteria a quelle più di supporto alla mediazione immobiliare, come la raccolta di contatti oppure l'inserimento di annunci di vendita sui siti Internet specializzati.

A loro si aggiungono la maggior parte degli agenti immobiliari in attività, che ormai collaborano quasi sempre tra loro – stringendo accordi con altre agenzie, anche in forme continuative – per la conclusione di una compravendita.

In seguito ad alcune ispezioni (qualcuna arrivata fino in Tribunale), la fondazione Enasarco rivendica la necessità di ricondurre queste forme di collaborazione "interna" ai contratti di agenzia, che tradizionalmente regolano i rapporti tra i rappresentanti di commercio, introducendo dunque l'obbligo di iscrizione e contribuzione all'ente pensionistico di diritto privato.

Le associazioni di categoria. «I collaboratori con partita iva e non iscritti al Rea (ex ruolo), che non svolgono dunque attività di mediazione, possono esercitare la propria attività di supporto all'interno delle agenzie immobiliari» affermano Fimaa (Federazione italiana mediatori agenti d'affari/Confcommercio) e Anama (Associazione nazionale agenti e mediatori d'affari/Confesercenti) che aggiungono: «L'incompatibilità tra agenti immobiliari e agenti di commercio esclude che tutti gli agenti immobiliari iscritti al Rea siano sottoposti agli oneri contributivi a favore dell'Enasarco».

I controlli. A finire nel mirino di Enasarco, si legge in una circolare dell'associazione di categoria Fimaa Confcommercio, «è il collaboratore non abilitato all'attività di mediazione che è considerato agente di commercio, così come confermato dalla più recente giurisprudenza, in quanto promuove i servizi dell'agenzia immobiliare ed è soggettabile al regime previdenziale dell'Enasarco».

La Fiaip per esempio ritiene illegittima questa campagna di controlli e contesta la possibilità che Enasarco prosegua nella propria attività di verifica. Accertamenti che però, come annunciato dall'ente, inizieranno dal primo agosto.

Le richieste. Il collaboratore, se è un agente monomandatario, deve vedersi riconosciuto un contributo Enasarco che va da un minimo di 834 euro a un massimo di 4.970 euro all'anno; se plurimandatario da un minimo di 417 euro ad un massimo di 3.266 euro. Le cifre sono riferite al 2014.

Cosa si rischia. Se la persona sottoposta a verifica non è iscritta alla previdenza degli agenti di commercio scattano le sanzioni.

Con l'obbligo di versare gli importi dovuti per la pensione per l'intero periodo in cui l'interessato ha prestato la propria opera in agenzia. Fino a un massimo di cinque anni di arretrati.

Ancora peggio in caso di abusivismo totale. Ma in questo caso subentrano altri fattori, come il "nero" e una possibile verifica di natura fiscale.

Pietro Barghigiani

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