Bottai: «Io presidente Sat? Sarei onorato»

Per il manager, chiusa la parentesi porto e Cosmopolitan, si potrebbe aprire una nuova stagione

PISA. C'è un gran sole che fa ribollire le banchine del porto. Attraversarle a piedi in piena mattinata non è piacevole come una giornata di primavera. Il caldo dice chiaramente che l'estate è arrivata, alcuni diportisti se ne stanno all'ombra della tettoina e all'ombra, a bordo di un golf cart, al ristorante Fuorionda arriva anche Stefano Bottai, il manager che non è più al vertice della Boccadarno Porto di Pisa Spa.

Bottai, lei è un marinese che qui voleva vedere il porto e l'operazione è andata a termine. Ipotizzava questa rivoluzione con un nuovo cda dopo neanche un anno?

«Già il giorno dell'inaugurazione dissi che avrei lasciato l'incarico. Anzi, questo cambio al vertice sarebbe dovuto avvenire anche prima».

E qual è il motivo che ha portato ad un nuovo amministratore delegato?

«Bisogna anche avere il coraggio di fermarsi, il coraggio di cambiare».

Il motivo potrebbe essere un mancato feeling con il costruttore Mirco Panchetti, maggior azionista del porto?

«No. Abbiamo avuto anche opinioni diverse, ma questo fa parte della normale dialettica fra professionisti. Il confronto è sempre positivo».

Oltre al porto ha lasciato altri incarichi?

«Non ricopro più responsabilità alla Cosmopolitan e tre anni fa avevo già lasciato la Sviluppo Navicelli. Per il resto, nulla è cambiato».

Lei parla di coraggio. Le sfide, e la costruzione del porto lo dimostra, non le fanno paura. Ma ora la città sta vivendo un momento delicato. I soci pubblici di Sat sono in difficoltà. Per i futuri assetti, si è fatto anche il suo nome. Sarà il nuovo presidente Sat?

«Non c'è nulla di deciso. Posso dire che sarei onorato. Se qualcuno mi dovesse chiedere qualcosa, potremo vedere e valutare. Le sfide, appunto, non mi fanno paura. Sicuramente la Sat con Gina Giani ha un ottimo manager e sono convinto e auspico che sarà confermata amministratore delegato».

Come giudica quanto accaduto alla Sat e i momenti di forte tensione all'interno dei soci pubblici?

«È stata una fase difficile e complicata. Spero in una rapida e positiva ricomposizione nell’interesse dell’azienda e del territorio».

Da rumors è indicato come un consulente del magnate argentino Eurnekian che guida Corporacion America.

«Conosco Eurnekian, ma non sono un suo consulente. Il nipote ha visitato il porto di Marina e una sua imbarcazione è stata costruita nei cantieri Azimut. E la speranza è che compri un posto barca nel nostro porto»

Nel caso di una sua presidenza in Sat, come vede la fusione dei due scali toscani? È fondamentale per contrastare la concorrenza?

«Riparliamone fra qualche settimana».

E, intanto, cosa farà?

«Posso anche andare in vacanza, credo di averla meritata».©RIPRODUZIONE RISERVATA