Dentiera persa, ospedale condannato

Dovrà pagare 3700 euro: la protesi della paziente fu buttata durante le pulizie

PISA. Sull’ospedale non grava l’obbligo di custodia degli oggetti personali dei pazienti, ma, in particolari circostanze, grava senz’altro quello di informarli sulla loro conservazione. Se non lo fa è colpevole, in caso di smarrimento, e dovrà risarcire il danno.E’ il succo della sentenza 304/14 del giudice di pace pisano Dario Bongiorno: l’Azienda ospedaliero-universitaria dovrà pagare 2500 euro a un’anziana paziente, oltre a 1150 euro di spese legali.

La donna era difesa dalla dottoressa Benedetta Di Gaddo ed ha intentato causa all’Aoup per risarcimento danni da responsabilità extracontrattuale in seguito a un ricovero avvenuto nel 2012.Al momento del ricovero a Cisanello, avvenuto di notte, la paziente aveva con sé le proprie protesi dentarie come confermato da un teste presente sull’autoambulanza durante il trasporto della signora al Pronto Soccorso e all’atto del ricovero presso il reparto: la signora appoggiò le protesi sul comodino adiacente al letto ospedaliero prima di addormentarsi.

Un giorno però si scoprì cha la protesi sul comodino non c’era più. Secondo il giudice la causa dello smarrimento è individuabile nelle operazioni di pulizia effettuate dal personale nelle prime ore della mattina che avrebbe, imprudentemente buttato via tale oggetto. Ma qual è la responsabilità dell’ospedale? Non quella della custodia, però una prestazione complessa di assistenza sanitaria «ingloba al suo interno, oltre alla prestazione principale medica, anche una serie di obblighi di protezione ed accessori».

La colpa consiste quindi «nella mancata adozione di quelle pur minime incombenze necessarie in presenza di un ricovero di paziente portatore di protesi, e ciò a prescindere dalla necessità o meno di loro rimozione in caso di esami diagnostici o interventi chirurgici, peraltro eseguiti nel corso del ricovero».L’Aoup «non ha infatti offerto la prova di aver correttamente fornito le adeguate informative e i mezzi utili per mettere la paziente in condizioni di poter provvedere adeguatamente alla conservazione delle protesi».

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