Ucciso da un pugno, serrande abbassate in segno di lutto. Individuata l'auto usata per la fuga

Pisa: dopo l'omicidio di Zakir Hossain, i commercianti si stringono intorno alla comunità bengalese. Indagini in corso: gli inquirenti pensano che l'uomo sia stato aggredito da un ubriaco che cercava la lite

 

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Serrande abbassate e negozi chiusi. I commercianti di piazza Chiara Gambacorti (piazza della Pera) si stringono attorno alla comunità bengalese dopo l'omicidio di Zakir Hossain, il 34enne morto in ospedale in seguito all'aggressione subita domenica sera in Corso Italia. Gli esercenti della piazza dove Hossain lavorava come cameriere, in segno di lutto, resteranno chiusi per tutta la giornata di oggi, mercoledì 16 a (solo una delle circa quindici attività presenti nella piazza non ha aderito all'iniziativa). «Chiuso per lutto. Solidarietà e condoglianze alla comunità bengalese», si legge sui cartelli esposti dai commercianti, che chiedono anche «maggiore sicurezza» in quella piazza, sempre più spesso teatro di episodi di violenza.

"Invito gli amici dell'aggressore a farsi avanti e a venire in questura a chiarire la loro posizione. Diversamente rischiano di rispondere del reato di concorso in omicidio''. Lo ha detto il questore di Pisa Gianfranco Bernabei. ''Noi continuiamo intanto le nostre indagini - ha aggiunto - e siamo fortemente determinati a raggiungere al più presto risultati positivi per il nostro lavoro''. Secondo quanto si è appreso, l'aggressore è un giovane probabilmente italiano di corporatura piuttosto robusta, palestrato e che indossava un giubbotto. Dalla ripresa della videocamera, si apprende da fonti investigative, l'uomo aveva un atteggiamento particolarmente spavaldo mentre la vittima resta passiva e cerca di evitare qualunque provocazione prima del pugno fatale.

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Le immagini, comqunque, racconterebbero di un gruppetto di quattro persone, età dai 25 ai 35 anni, si avvicina all’uomo che se ne sta per i fatti suoi. Un attimo prima di veder partire il cazzotto si intuisce che tra il picchiatore, con ogni probabilità ubriaco, e la sua vittima c’è uno scambio di battute. Cosa si siano detti al momento non è ancora chiaro. Non è escluso che il passante abbia provocato il lavapiatti con frasi xenofobe e che il bengalese abbia replicato senza farsi intimidire. La risposta è un pugno al volto, simile a quei gesti “importati” dagli Usa, stile “knockout game”: colpisci e scappa che anche in Italia stanno facendo presa tra i giovani, spesso storditi dall’alcol. Zakir cade all’indietro e con la testa impatta sul selciato. Perde conoscenza all’istante. L’aggressore e i suoi tre amici, troppo anziani per essere universitari, e di primo acchito italiani, fuggono senza prestare soccorso al bengalese esanime al suolo. Qualcuno cerca di fermarli, inutilmente. Alle 11,30 di martedì Zakir viene dichiarato clinicamente morto. Alle 18,05 da Cisanello arriva l’ufficialità del decesso.

Gli inquirenti: "Non c'entra il knockout game". La dinamica che sembra convincere di più gli inquirenti è quella dell'aggressore ubriaco, o comunque in stato di agitazione, che tenta in ogni modo di attaccare briga, magari anche pronunciando qualche frase razzista. La polizia sta visionando filmati e ascoltando testimoni. L'omicida era insieme a tre amici, che hanno provato a dissuaderlo, senza riuscirci. Tutte le ipotesi sul movente, comunque, sono ancora al vaglio. Con il passare delle ore sembra però cadere quella relativa all'ultima moda denominata knockout game, che porta a colpire con un pugno uno sconosciuto scelto a caso per poi allontanarsi.

"Individuata l'auto utilizzata per la fuga". La polizia inoltre sa quale è l'auto usata dall'aggressore e dai suoi amici per allontanarsi dal centro di Pisa. Gli inquirenti hanno potuto ricostruire il percorso seguito dal gruppo di amici, tra loro anche colui che ha sferrato il cazzotto mortale, subito dopo l'aggressione. I quattro sono stati costantemente ripresi dalle telecamera di sicurezza urbana, finché sono saliti in auto per allontanarsi dal centro. Dalle immagini non è possibile risalire alla targa, ma i video sembrano sufficienti a rendere i poliziotti fiduciosi di individuare il responsabile dell'aggressione. Da quanto si è appreso, l'auto era parcheggiata in una zona non molto distante da dove è avvenuta l'aggressione. La direzione imboccata dall'auto farebbe ritenere agli investigatori che il gruppo sia giunto dall'hinterland pisano o dalle zone più periferiche della citta'.

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