Il vescovo: se mi invitano torno in quella scuola

Ingresso vietato al prelato all’istituto Niccolini a San Giuliano, monsignor Benotto stempera i toni dopo le polemiche e il clamore mediatico - Commenta

PISA. «Se mi invitano, io vado dovunque» è una delle pochissime frasi che siamo riusciti a strappare ieri a Giovanni Paolo Benotto (nella foto), arcivescovo di Pisa. Il prelato si è mostrato alquanto infastidito per il clamore suscitato dalla vicenda della lettera che ha spedito a tutti i fedeli: nella missiva giudica «intollerante» il comportamento del consiglio dell’istituto “G.B. Niccolini” di San Giuliano, che aveva rifiutato di accogliere la sua visita pastorale durante l’orario delle lezioni.

Monsignor Benotto ieri era infastidito al punto che in un primo momento ci ha risposto: «Non intendo commentare assolutamente nulla». Abbiamo provato a chiedergli se si aspettava questa reazione (candidati sindaco che chiedono le dimissioni della dirigente scolastica, centinaia di visualizzazioni della notizia sul sito del “Tirreno” e anche qualche decina di commenti sui social network).

Sua eccellenza ha reagito così: «Se volevo fare clamore, lo facevo tre mesi fa», cioè ai tempi della visita nel vicariato della Valdiserchio. Poi ha terminato la conversazione con quella che sembra un’apertura: in caso di invito, appunto, lui potrebbe andare al Niccolini e la vicenda sarebbe chiusa. Può essere davvero un passo in avanti, perché sempre l’arcivescovo, solo il giorno prima aveva specificato che non aveva senso rispondere al contro-invito della scuola per una visita pomeridiana, visto che «l’intento era incontrare la Scuola, non l’edificio».

Non si sa se anche il Niccolini farà un gesto di distensione nei confronti della guida pastorale dell’arcidiocesi pisana: infatti ieri non siamo riusciti a parlare con la preside Sonia Pieraccioni, per tutto il giorno il suo cellulare è squillato a vuoto.

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