Prima i libri di poesie poi le storie con i detective

Parla Andrea Falchi, lo scrittore che domani inaugura i racconti gialli del Tirreno La storia è ambientata in via della Faggiola e prende spunto da un fatto vero

PISA. Andrea Falchi, 36 anni, laureato in chimica, è lo scrittore di cui domani pubblicheremo il racconto che inaugura "Il giallo del lunedì". Andrea Falchi prima ancora che giallista, nasce come poeta. Pubblica ben sei libri che raccolgono le sue poesie, poi arriva la svolta narrativa col racconto "Binario 9" uscito l'anno scorso con la casa editrice Caosfera di Vicenza. Quindi, sempre nel 2012 pubblica due gialli con Del Bucchia editore: "Effetto domino" e "Effetto San Matteo".

«Gli investigatori di questi due romanzi sono gli stessi del racconto che ho scritto per il Tirreno - spiega Andrea Falchi -. Si tratta di una coppia di investigatori, il commissario Silvestri e l'ispettore Titta. Nel primo libro, a parte l'omicidio avvenuto a Bologna, la storia si svolge a Pisa dove una persona vede il proprio nome e cognome su un manifesto mortuario della città. In preda a diverse ossessioni, va al funerale e trova la madre, la fidanzata e i parenti ed in quel frangente viene arrestato».

La storia ha una sua evoluzione che, ovviamente, non sveliamo, mentre "Effetto San Matteo" si apre con una scena del tutto particolare. «Sulla spiaggia del Gombo - spiega ancora Andrea Falchi - viene trovata una pianista morta con accanto un dromedario, anch'esso morto. Ma la pianista morta è la ex moglie del commissario Silvestri il quale deve indagare e che diventa al tempo stesso il protagonista della storia».

Proprio il commissario Silvestri ha una sua particolarità che lo stesso Falchi ci svela: «Siamo di fronte a un investigatore atipico che praticamente non indaga, ma si lascia trasportare dalle intuizioni leggendo i libri più diversi».

L'investigatore ha delle idee di fondo, ma sostanzialmente non è un uomo d'azione e sul divano dell'ufficio cerca l'ispirazione partendo sempre dalla lettura de "Il piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry e, in particolare, soffermandosi sulla frase «l'essenziale è invisibile agli occhi» che rappresenta la strada maestra che un investigatore deve seguire.

Ma d'aiuto allo sviluppo della trama sono anche i continui scambi di battute fra il commissario Silvestri e l'ispettore Titta. Due personaggi del tutto diversi e Titta - anche con suggerimenti sbagliati - riesce comunque a dare delle imbeccate a Silvestri utili per l'evolversi delle indagini.

E, adesso, veniamo al "giallo del lunedì" che uscirà domani ambientato in una Pisa del futuro. Domandiamo ad Andrea Falchi se era un racconto che aveva già nel cassetto. «No, ho raccolto l'invito del giornale e l'ho scritto per il Tirreno, anche se l'idea l'avevo già in mente da un po'. Sono partito da un fatto reale. Soltanto nel 2010, a Pisa è morta Guseppa Antoni che, ogni anno, esattamente il 9 novembre depositava un mazzo di fiori al portone di via della Faggiola al numero 19, la casa dove aveva vissuto Giacomo Leopardi a Pisa. È stato questo lo spunto su cui ho lavorato. E vorrei anche ricordare che nel 1996 fu proprio Giuseppa Antoni a scrivere a Piero Floriani, allora sindaco di Pisa, in cui chiedeva di intitolare un lungarno al poeta di Recanati».

Richiesta che è stata esaudita soltanto l'anno scorso. (g.p.)

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