Ingegneria, il Tar ammette tutti agli esami

Gli studenti ottengono un decreto cautelare dopo il ricorso presentato dagli avvocati Bonetti e Delia

PISA. Il Tribunale amministrativo ha accolto ieri con decreto cautelare il ricorso promosso da Udu, Unione degli universitari, e dall’associazione Das, “Diritti a Sinistra” di Pisa, ammettendo agli appelli d’esame di ingegneria 150 studenti che erano rimasti esclusi dopo il test di autovalutazione svolto il 5 settembre.

L’azione legale denunciava il «numero chiuso mascherato» introdotto, di fatto, da 38 facoltà italiane di ingegneria, tra cui tutte le toscane. Infatti il test si è svolto in contemporanea lungo la Penisola e, siccome a ingegneria non sono previsti limitazioni all’accesso, i candidati dopo hanno potuto iscriversi ai corsi di laurea; il problema è che chi non ha superato almeno 16 punti nelle 80 domande (e all’interno di queste almeno 7 punti sulle 20 di matematica) ha pagato le tasse d’immatricolazione, ma non può dare esami fino a quando non annulla gli Ofa, obblighi formativi aggiuntivi, emersi a settembre.

A Pisa su 1.395 partecipanti sono 529 gli studenti in condizione di debito e una parte di questi ha accettato di aderire al ricorso collettivo presentato la settimana scorsa. A tempi di record il giudice del Tar di Firenze, Paolo Buonvino, ha accolto l’istanza e fissato la prossima udienza al 19 dicembre.

Michele Bonetti, che insieme all’altro avvocato Santi Delia ha curato la causa, commenta: «È stato fermato appena in tempo un sistema ingiusto; se non si fosse intervenuti tempestivamente i ragazzi, pur pagando le tasse, sarebbero divenuti fuori corso e avrebbero perso anche le borse di studio. Chiederemo inoltre un risarcimento danni».

Michele Orezzi, coordinatore Udu, alla soddisfazione della vittoria aggiunge il dato economico: «Siamo riusciti a organizzare un ricorso praticamente gratuito per gli studenti, con i nostri principi e tenacia».

Il prossimo test in città è previsto il 17 dicembre: l’iscrizione è gratuita, mentre due mesi fa bisognava versare una tassa di 60 euro e chi non ha partecipato ha rimediato d’ufficio gli Ofa. I circa 380 universitari che non sono ricorsi al Tar dovranno misurarsi nella nuova prova per proseguire gli studi. Antonio Di Buono (Das) conclude: «Quella di oggi è una vittoria storica contro il numero chiuso che, secondo il Tar, non deve limitare le aspirazioni degli studenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA