Salta il mutuo, gli chiedono la provvigione

Il giudice di pace “salva” il mancato acquirente di una casa: si trattava di una condizione necessaria

PISA. In tempi di crisi, vedersi prima accordare e poi negare il mutuo per l’acquisto della casa è triste. Se aggiungi che l’agenzia che aveva curato la trattativa (ovviamente andata a monte) per l’acquisto dell’immobile ti fa causa, è un po’ troppo.

Il giudice di pace Flavio Ceccarini ha salvato un cittadino di San Giuliano, difeso dall’avvocato Beatrice Vestri, almeno da questa beffa (che costava 5mila euro più le spese legali), con la sentenza 1849/11.

L’uomo era stato citato in giudizio affinché pagasse la somma di 5mila euro a titolo di provvigione per l’attività di mediazione svolta dall’agenzia immobiliare.

Nel novembre 2009 infatti aveva sottoscritto una proposta di acquisto, versando 10mila euro di caparra, impegnandosi ad acquistare un immobile a Calci per l’importo di 285mila euro.

La venditrice aveva sottoscritto per accettazione la proposta di acquisto, impegnandosi alla stipula del successivo contratto preliminare o diretto, ma la proposta di acquisto veniva condizionata da parte del convenuto alla concessione di un mutuo ipotecario da parte della propria banca.

Ma tre giorni prima della data fissata per il compromesso, ecco la doccia fredda: niente mutuo. Per cui l’uomo comunicava all’agenzia immobiliare e alla proprietaria la rinuncia all’acquisto, chiedendo e ottenendo la restituzione dell’assegno.

Un mese dopo però l’agenzia immobiliare ha chiesto il pagamento della provvigione, dato che era comunque stato raggiunto l’accordo tra le parti e ritenendo che nei propri confronti non rilevasse la clausola relativa alla condizione della concessione del mutuo.

Il... mancato acquirente rispondeva picche e si andava così in causa.

L’uomo si è difeso chiedendo che il giudice considerasse la condizione sospensiva della concessione del mutuo come valida non solo ai fini dell’obbligo a contrarre relativamente all’acquisto del bene immobile, ma anche riguardo al diritto alla provvigione dell’agenzia.

«La domanda dell’agenzia deve essere respinta», spiega il giudice Ceccarini.

Secondo la Cassazione infatti, non essendoci inadempimento di uno dei contraenti, in casi simili vale l’articolo 1757, comma 1, del Codice civile: «Se il contratto è sottoposto a condizione sospensiva, il diritto alla provvigione sorge nel momento in cui si verifica la condizione» e quindi il diritto del mediatore alla provvigione è di fatto sospeso in caso di apposizione di una condizione per la validità della proposta.

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