Salvini: «Ridicoli gli studenti di Pisa che vogliono i bagni no gender»

Il segretario della Lega critica i manifesti per i bagni inclusivi: "la priorità per loro è avere una mappatura dei bagni". Eppure l'università li approva e stava già lavorando al progetto

PISA. Gli studenti e le studentesse di Sinitra Per, lista universitaria di Pisa, nei giorni scorsi hanno attaccato dei manifesti nei bagni dei dipartimenti, rivendicando l'esigenza di avere delle toilette gender neutre. Appena sentita la notizia il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha commentato con biasimo: "Eh già, per gli studenti universitari (a Pisa e in tutta Italia) avere una mappatura dei bagni per avere dei servizi “gender free”, senza simboli di uomo e donna, era proprio una priorità". Concludendo, con sprezzo: "Ridicoli".

In realtà la mappatura non è stata richiesta dagli studenti ma dall'università.

La vicenda l'ha raccontata Il Tirreno qualche giorno fa. I manifesti sono apparsi in vari dipartimenti, restando affissi sopra le tradizionali, binarie, icone uomo-donna per qualche giorno. Spiegano da Sinitra Per: "Ci siamo impegnatз in un'azione in occasione dell'Action Week, una settimana di attivazioni sulla scia del movimento Molto più di Zan, e del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza di genere. Abbiamo simbolicamente, e non solo, posto manifesti pro bagni neutri coprendo le icone che rappresentano donne e uomini, e posizionato anche delle tampon box dove chiunque lo desideri può lasciare degli assorbenti oppure può prenderne.Siamo convintз che lo sviluppo del XXI secolo debba tenere in considerazione delle sensibilità intime delle persone: la società e le istituzioni pubbliche hanno il dovere di farsene carico. Noi lottiamo anche per questo".

L'università, interrogata sulla questione, rispose per bocca di Arturo Marzano, delegato per "Gender studies and equal opportunities" (Studi di genere e uguali opportunità), che chiarì come la questione fosse  sul tavolo da tempo e troverà una soluzione. «C’è stato un rallentamento per via della pandemia, pensi che ci riunimmo il 3 marzo 2020 con il rettore Paolo Mancarella. E si parlò proprio di questo. Avevamo predisposto una mappatura dei bagni dipartimento per dipartimento, edificio per edificio. Il 4 marzo scoppiò il problema Covid e abbiamo rallentato».

Diversamente da quanto sostenuto da Salvini, le parole di Marzano, intervistato giovedì 2 dicembre. «La mappatura è pronta e in ogni edificio stiamo identificando un bagno che diventi genderless (senza genere). Che sia bagno singolo o all’interno dei bagni collettivi, in quel caso togliendo l’identificativo dalla porta d’ingresso e lasciando una fra tre opzioni che sceglieremo: solo scritta "Wc", lasciarlo vuoto o un simbolo misto, come fatto a Oxford. Un terzo segno tra maschile e femminile».