Uno studio alla Stella Maris grazie alla raccolta fondi per Niccolò

Niccolò Napolitano con la mamma Silvana, il padre Luca e il presidente Fsm Maffei

Avviata l'indagine preclinina sulla paraparasi spastica grazie ai soldi raccolti dall'associazione presieduta dal padre del piccolo 

PISA. Nei laboratori dell'Unità di Medicina Molecolare per Malattie Neurodegenerati-ve diretta dal dottor Filippo M. Santorelli si lavora allo studio preclinico sulla paraparesi spastica ereditaria causata da alterazioni del gene Spg56. La ricerca in corso presso l’Irccs Fondazione Stella Maris di Calambrone ha preso avvio grazie alla raccolta fondi lanciata da Luca Napolitano, socio e referente regionale dell’Associazione Italiana Vivere la Paraparesi Spastica Ereditaria-Vi.P.S. Ees, padre di Nicolò, un bambino di 8 anni affetto da questa malattia. Grazie a una catena di solidarietà che ha coinvolto il sodalizio e tantissime persone Luca Napolitano è riuscito a trovare i fondi necessari a far partire un progetto di ricerca dedicato ad acquisire maggiore conoscenza del-la malattia del figlio. Lo studio è finanziato con un contributo complessivo di 86 mila euro, di cui 12 mila euro erogati da Vi.P.S. ETS.

Nicolò soffre di una forma ultra-rara di paraparesi spastica ereditaria (Pse), un gruppo di malattie estremamente ampio che annovera un’ottantina di for-me, di cui alcune conosciute perché più frequenti e altre rarissime. “Della for-ma legata al gene Spg56 - spiega il dottor Santorelli - conosciamo pochissimo. Ci sono sconosciute le conseguenze delle alterazioni genetiche della malattia, così come non sappiamo perché insorge e come si sviluppa. Sebbene sia una forma ultra-rara nella mia carriera professionale sono venuto spesso a contat-to con pazienti con questa forma di paraparesi spastica”.

L’incontro tra il ricercatore e il suo team inserito in un network scientifico inter-nazionale e un padre pronto a sostenere la ricerca di base, ha consentito l’avvio dello studio di assoluto rilievo, denominato “Treat Spg56”. Da molto anni il dorro. Filippo Santorelli collabora con il ricercatore italo-francese Giovanni Stevanin, Senior Researcher presso Inerm e professore presso la Psl Research University - École Pratique des Hautes Études all’Istituto per il Cer-vello e il Midollo spinale (Icm, Institut du Cerveau et de la Moelle epinière) di Parigi ed è uno dei maggiori esperti di paraparesi spastica e per primo ha identificato la mutazione nel gene Spg56 all'origine della Pse.

“Con i colleghi di Parigi - prosegue il ricercatore - abbiamo investito molti studi per comprendere meglio questa malattia. “Treat Spg56” non è studio di tera-pia, ma uno studio con cui produciamo dei modelli “in vitro” per comprendere come e perché le cellule del cervello si ammalano. Con il progetto cerchiamo anche di sviluppare modelli “in vivo” per studiare nuove ipotesi sui meccani-smi e nuove idee farmacologiche. Per questi ultimi impieghiamo gli zebrafish, un modello animale molto usato per le malattie neuromuscolari e, di conse-guenza, adatto anche per le paraparesi spastiche, perché permette di studiare lo sviluppo del sistema nervoso e dei muscoli fin dalle primissime fasi”.

A che punto è la ricerca? “Per quanto riguarda il modello i miei collaboratori hanno già sviluppato in vitro le prime linee neuronali che derivano dalle cellule del paziente, e con esse studieremo le prime fasi dello sviluppo del sistema nervoso centrale - continua il dr. Santorelli -. Stanno invece crescendo i pe-sciolini che rappresentano il modello in vivo del gene Spg56. Con lo stesso finanziamento pensiamo di ampliare lo studio ad altri pazienti con alterazioni genetiche differenti rispetto a Nicolò”.

Intanto Luca Napolitano promotore di uno studio così rilevante, è attivo, insie-me all’Associazione ViPs Ets, nel tessere un network internazionale di pa-zienti con questa forma ultra-rara di Pse. “Grazie a entrambi  - conclude il ri-cercatore - questo studio si sta ampliando agli Stati Uniti e all’Australia”. Il che dimostra quanto sia importante l’alleanza tra la ricerca scientifica e le asso-ciazioni dei genitori per cercare risposte in quelle forme così rare per cui gli investimenti scarseggiano.

L’Associazione Italiana Vivere la Paraparesi Spastica Ets  (AIViPs Ets), rappresenta la prima organizzazione nazionale  dedicata alle PSE, nata allo scopo di offrire un punto di riferimento alle persone e alle famiglie che, nel no-stro Paese, convivono con questa malattia. Tra gli obiettivi di AIViPs Ets c’è anche quello di promuovere una maggior conoscenza delle Pse, non solo a livello pubblico, ma anche dal punto di vista scientifico, mettendo in collega-mento gli specialisti che se ne occupano,  creando sinergie e sostenendo progetti di ricerca.