Comincia il dopo Merkel, Laschet nuovo presidente Cdu: “Ora guardiamo insieme al grande futuro della Germania”

Vince il candidato favorito dalla cancelliera, centrista, europeista e vicino all’Italia 

“Lavoriamo tutti insieme per il futuro. Oggi grazie ad Angela Merkel la Germania non è più il grande malato d’Europa, come era definito 15 anni fa”. Tono simpatico, sorriso scolpito in viso, il nuovo presidente della Cdu è Armin Laschet, il 59enne premier del NordReno Vestfalia, che ha battutto al ballottaggio il conservatore del partito e avvocato delle lobby, Friedrich Merz. Il Paese muove, ora e per davvero, i primi passi verso una nuova era. E’ salito sul palco del congresso a Berlino per primo Laschet, congresso che si è tenuto orgogliosamente tutto il digitale per il Covid. Sapeva di essere il favorito della cancelliera, e punta a diventare anche candidato alla sua successione, anche se, prudente, ribadisce: "Mi candido insieme a Jens Spahn (il ministro della Salute, ndr) alla guida del partito". E proprio Spahn potrebbe diventare, dopo il voto regionale di marzo in cui la sua Cdu sarà messa alla prova, l’altro asso nella manica per le elezioni federali del 26 settembre. “Non abbiamo bisogno di un Ceo, ma di una squadra", ha detto Laschet, cogliendo l’invito che ieri aveva rivolto Merkel ai cristiano-democratici, consapevole di lasciare un’eredità dura da portare avanti. Ora, il cattolico del Land più popoloso ed economicamente forte di Germania conta di "costruire la fiducia su se stesso" per diventare il prossimo leader del Paese. Un’agenda europeista e in continuità con quella di Angela, che può far ben sperare anche l’Italia, come lui stesso aveva dimostrato il 1 ottobre all’ambasciata tedesca a Roma, quando aveva tenuto il discorso in occasione della Riunificazione.

Laschet ha vinto il ballottaggio contro Merz con 521 voti contro 466, mentre al primo turno era stato battuto il terzo pretendente, Norbert Röttgen.  "Non consegneremo la Germania al terrore di destra", ha aggiunto ancora, e ha aperto, come già si sapeva, ad una possibile coalizione coi Verdi per il nuovo corso tedesco “in cui economia e ecologia vadano di pari passo”. 

L’EREDITA’ DI MERKEL

Anche se ora è lui il vertice del partito più forte, la cancelliera delle crisi sembra insostituibile, e passeranno ancora molti e complicati mesi prima che la Germania e l’Europa si abituino a guardare avanti. Merkel è stata una leader ben più lontana di Berlino, ha guidato il continente attraverso crisi successive, dalla Brexit al Recovery Fund, all’accordo Cina-Ue. Ha anche aiutato la Germania a diventare una forza dominante politica ed economica in Europa per la prima volta dalla seconda guerra mondiale. Non a caso Laschet, nel suo discorso di 15 minuti, ha fatto un accenno beffardo all’America di Trump, in cui un uomo nudo e con le corna in testa assalta il Congresso, attaccando la democrazia e mostrandone tutta la sua fragilità negli Stati Uniti. Un monito per il Vecchio continente, da parte dell’uomo che è considerato appartenente all’ala più liberale del partito, che nel 2015 appoggia Merkel nella scelta di accogliere  più di un milione di rifugiati. Laschet ha provato a gettare le basi per il futuro, partendo da suo padre minatore, ha esortato i conservatori a imparare dalla crisi democratica che si sta verificando dall'altra parte dell'Atlantico e a proteggere i nostri valori. "Continuare ad avere successo non significa continuare allo stesso modo", ha detto. “I venti contrari sono molto più forti. Le forze contro di noi sono diventate molto più forti. Dovremo fare molte cose in modo diverso e in un modo nuovo dopo la pandemia", ha concluso il nuovo leader dei cristiano-democratici tedeschi. E vedremo se toccherà davvero a lui riscrivere l’agenda della Germania e dell’Europa.

(fonte: La Stampa)