Guerra dei decibel: la protesta silenziosa. La musica c’è, ma si sente solo con le cuffie

Foto e video Barlettani

Ieri sera l’iniziativa simbolica al Baricche. I promotori Simone Frau e Tommaso Politi: «Così si spegne l’estate...»

Guerra dei decibel, la protesta a Piombino: la musica c'è ma solo con le cuffie

PIOMBINO. Che la guerra dei decibel rischi di diventare il tormentone dell’estate 2022 è assai probabile. Ma la protesta scelta dai locali piombinesi è alternativa. Si potrebbe definire “pacifista”. Segue infatti la via del silenzio per opporsi a chi - secondo loro, il partito dei decibel - vuole imporre il silenziatore alla musica estiva in città. Ieri sera al Baricche la prima tappa di questa insolita e pacifica protesta: al calasole, momento clou dell’aperitivo, il pianobar ha cominciato a suonare, ma il suono non si sentiva. Gli strumenti non erano stati collegati agli amplificatori, così per sentire la musica i clienti dovevano usare le cuffie e ascoltare da soli. Un cartello giallo avvertiva: “Silenziosi ma presenti”. A fianco della scritta il disegno delle cuffie.

I promotori dell’iniziativa sono Simone Frau, titolare del Baricche e il musicista Tommaso Politi, che volutamente hanno scelto la protesta silenziosa per “accendere” - spiegano - i riflettori sull’importanza della musica oltreché sulla necessità di rimettere mano alla normativa sui rumori considerata ormai datata.

«Lasciateci suonare - scrivono in un documento -, concedetevi il godimento della nostra musica e non vi fermate ai decibel, ai volumi troppo alti o troppo bassi». L’appuntamento, al quale hanno già aderito una quarantina di musicisti provenienti da tutta la Val di Cornia, è scattato ieri, con un giorno di ritardo a causa del vento. Nella piazzetta del Baricche, dalle 19, è andata in scena quella che i promotori definiscono una “silent jam session”. E che dovrebbe protrarsi nel tempo, estendendosi anche ad altri locali.

«Ognuno - spiega Frau, titolare del noto locale piombinese - può presentarsi liberamente in piazzetta del mare dove troverà montati alcuni strumenti musicali che però suoneranno completamente scollegati da casse ed amplificatori, dunque in assoluto silenzio. Per permettere al pubblico di ascoltare le esecuzioni live metteremo a disposizione alcune cuffie». E proprio questo è successo: gli avventori sono rimasti dapprima un po’ stupiti, poi sono sati al gioco. Indossando le cuffie davanti alla pianola. ie rappresenteranno l’unico modo per sentire qualcosa. Basso, chitarra e batteria non emettevano suoni. «Non è – aggiunge Frau - una protesta verso il nosto Comune o l’Arpat, ma una iniziativa contro una legge ormai superata e il retaggio delle restrizioni. Ci piace pensare che la gente rifletta su questo silenzio innaturale».



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