Contenuto riservato agli abbonati

Portoferraio, «Uccise la madre coi farmaci», la figlia in aula per omicidio. «Incapace di intendere e di volere»

La chiesa di San Giuseppe a Portoferraio, nel cui piazzale è stata ritrovata l’auto con a bordo le due donne

La donna, 63 anni, nel corso delle udienze verrà ascoltata in tribunale insieme a carabinieri e sanitari

PORTOFERRAIO. Avrebbe ucciso la madre novantenne Elisa Fidanza con un mix di farmaci, cercando poi di togliersi la vita con le stesse modalità. Si è aperto nella mattina di giovedì 12 maggio davanti alla corte d’assise del tribunale, presieduta dal presidente Luciano Costantini, il processo per omicidio volontario nei confronti della sessantatreenne portoferraiese Maria Cristina Nuccetelli. L’auto con a bordo le due donne è stata trovata il 12 marzo del 2020, subito prima del lockdown, davanti alla chiesa di San Giuseppe: l’anziana era già morta, la figlia invece in fin di vita. A salvarla saranno poi i medici dell’ospedale.

LE INDAGINI


Secondo quanto appurato dai carabinieri Nuccetelli, alla guida della macchina, avrebbe raggiunto insieme alla mamma il piazzale di fronte alla parrocchia alle porte del capoluogo elbano. Con il passare dei giorni, quello all’inizio poteva non sembrare un omicidio, è poi emerso come tale: l’inchiesta, delegata ai militari dell’Arma, è stata coordinata dal pubblico ministero Niccolò Volpe.

IL VIZIO DI MENTE

Stando a quanto emerso dall’incidente probatorio svolto in tribunale, la sessantatreenne è stata dichiarata totalmente incapace di intendere e di volere. Per questo, la difesa, punta all’assoluzione. «C’è il tema della capacità di intendere e di volere – ha spiegato in aula il pubblico ministero illustrando il processo – e su questo tema verranno sentiti alcuni sanitari della salute mentale di Portoferraio». «L’incapacità di intendere e di volere dall’imputata al momento della commissione del fatto è accertato – ha spiegato la difesa sempre in aula – e l’incidente probatorio è stato disposto proprio per cristallizzarlo». La giudice dell’udienza preliminare, Tiziana Pasquali, lo scorso 4 marzo aveva disposto il rinvio a giudizio di Nuccetelli: un passaggio comunque obbligato, da parte della giudice, che pur in presenza di un totale vizio di mente in fase preliminare non avrebbe potuto disporre una sentenza di non luogo a procedere perché la sessantatreenne era stata destinataria di una misura di sicurezza.

IL PROCESSO

Durante il processo verrà ascoltata la stessa Nuccetelli, insieme ai sanitari dell’ospedale di Portoferraio e a tre carabinieri intervenuti per le indagini. Acquisite, inoltre, le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche contenute nel fascicolo, con la prossima udienza che sarà a settembre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA