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Il Parco sospende i nulla osta a Capo Poro: «Sono legittimi, ma l’indagine è in corso»

Il Pnat ferma i lavori come richiesto da Mazzantini che però sottolinea le contraddizioni della linea intrapresa: «Incredibile»

CAMPO NELL'ELBA. Il Parco nazionale dell’arcipelago toscano fa marcia indietro. Dopo aver concesso le autorizzazioni alla Scat srl di Giorgio Vinai per intervenire a Capo Poro, l’ente ha sospeso «l’efficacia ovvero l’esecuzione del provvedimento amministrativo protocollo 8013 del 29 agosto 2019 relativo al piano operativo di cantiere». Stop quindi ai lavori nell’area del faro, in parte nella zona B del Pnat e sottoposta a vincoli perché “zona di protezione speciale di conservazione”" in base alla direttiva Habitat e Uccelli. Non alle polemiche. Per il Parco «il nulla osta a suo tempo rilasciato è legittimo». Umberto Mazzantini – che si è dimesso dal direttivo del Pnat – attacca parlando di scelta «incredibile» per le modalità in cui è maturata.

A far discutere, infatti, è proprio e sempre la scelta del Pnat di autorizzare i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. La spiegazione è, come già scritto, che il nulla osta rilasciato è legittimo. Questo perché «del tutto rispondente alle norme del “Piano del Parco” approvato nel 2009». Non solo, l’ente risponde anche alle critiche di Legambiente arcipelago toscano e del suo ex rappresentante nel direttivo sostenendo che «anche il richiamo a un contenzioso in corso con l’azienda proprietaria sia stato citato in termini inesatti e fuorvianti poiché la questione interessa una pratica diversa da quella in oggetto».


«Al di là, comunque, delle polemiche l’Ente Parco comunica di aver agito nel pieno rispetto delle procedure e delle norme vigenti», prosegue il Pnat annunciando però allo stesso tempo la sospensione della autorizzazioni «in attesa del completamento degli atti di indagine e della trasmissione da parte del Comune dei documenti autorizzativi dal medesimo rilasciati».

Parole che hanno scatenato la reazione di Mazzantini: «La risposta è sconcertante: non abbiamo controllato gente che notoriamente fa quel che gli pare, ma il nulla osta era giusto, sono loro che sono cattivi. Aspettiamo che il Comune ci mandi gli atti che non avevamo ma che avremmo dovuto avere. .. incredibile».

Alla fine Legambiente e Mazzantini incassano comunque una vittoria, seppur parziale. Da una parte il Parco ha fatto ciò che chiedevano gli ambientalisti: «Occorre una scelta politica che fermi i lavori». Dall’altra lo stop non farà scattare i sigilli al cantiere. Questo nonostante quanto emerso durante «il sopralluogo svolto nell’area e i rilievi raccolti dall’ufficio tecnico con il supporto dei carabinieri parco». Ossia «irregolarità nelle modalità esecutive adottate nel cantiere» e i «lavori realizzati lungo parte del sentiero identificato con il 139 in assenza di specifica autorizzazione». Si tratta di violazioni amministrative, non penali. Quindi niente sequestro.

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