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Granchi oceanici, pesci e pure squali: le specie tropicali arrivano anche a Piombino - Foto

Chrysaora hysoscella, medusa bruna (Linnaeus, 1766) è una medusa appartenente alla famiglia Pelagiidae; diffusa nell’oceano Pacifico è stata avvistata anche nell’Adriatico. Questa foto (tratta da Wikipedia) ritrae un esemplare nell'Acquario di Genova

Il fenomeno è causato dall’aumento delle temperature e Bedini vuole installare pannelli informativi sulle meduse

PIOMBINO. Meduse. Tante e di più tipologie. Ma anche granchi e pesci. Pure squali. Il mare è sempre più abitato da nuovi animali. Specie aliene, si chiamano. E lo sono perché nascono e vivono in un determinato ambiente ma, a un certo punto, cambiano posto. Si adattano, per meglio dire. A dare loro questa possibilità è l’innalzamento delle temperature. Un fenomeno naturale, quindi? Quando mai! Il riscaldamento altro non è che la diretta conseguenza dell’inquinamento e dell’azione umana.

«Le meduse, ad esempio, sono aumentate in modo spaventoso per via dell’innalzamento delle temperature del mare, un fenomeno che ha aiutato il ciclo riproduttivo», afferma Roberto Bedini, direttore dell’Istituto di biologia ed ecologia marina di Piombino. Ma quante meduse ci sono – o potrebbero arrivare a breve – sulla nostra costa? Ci sono ad esempio la Pelagia noctiluca e l’Aurelia aurita che si trovano un po’ovunque. Sul fronte degli esemplari più strani per le nostre acque, la Physalia physalis (caravella portoghese) che si trova anche nel Tirreno con tentacoli urticanti lunghi anche più di 11 metri. Arrivano fino a 12 metri quelli della Carybdea marsupialis Adriatico, e sullo stesso tenore c’è la Chrysaora hysoscella, tipica dell’oceano Pacifico, ma ormai presente anche nell’Adriatico.


«Voglio proporre all’amministrazione comunale di installare per questa estate sulle nostre spiagge dei cartelli esplicativi con foto delle varie meduse e istruzioni per sapere cosa fare in caso di contatto», dice Bedini.

E parliamo solo delle meduse. Le specie aliene, però, sono tante. C’è il Percnon gibbesi, un granchio tropicale rinvenuto all’Elba. O il Cheilopogon exsiliens, un piccolo pesce volante, originario del Mar Rosso catturato a Perelli. Il Lophotus lacepedei Giorna 1809, pesce abissale che vive fino a 100metri di profondità, è stato trovato a Calamoresca a Piombino, mentre un pesce palla è stato preso da un peschereccio nei pressi dell’Elba. «Il fenomeno non è preoccupante in sé, ma per essere la conseguenza di un’azione umanae di un problema globale – spiega Bedini – E poi c’è da dire che esistono tante metodologie di diffusione. Per dire, le temperature dell’acqua sono barriere, la salinità uguale. E molto spesso le specie che arrivano lo fanno perché trasportate, ad esempio da una nave. E c’è chi, in ragione dell’innalzamento delle acque, riesce ad adattarsi al nuovo ambiente».

Lophotus lacepedei Giorna 1809, pesce abissale che vive fino a 100metri di profondità, è stato trovato a Calamoresca a Piombino

Spheroides cutaneus (pesce palla) diffuso nei mari e negli oceani caldi: è stato trovato da un peschereccio nei pressi dell’Elba

Percnon Gibbesi (H. Milne Edwards, 1853) granchio femmina tropicale, oceano Atlantico e Pacifico, preso all’Isola d’Elba

Cheilopogon exsiliens (Linnaeus,1771) Mar Rosso: esemplare di 5cm, portato vivo in istituto dopo essere stato catturato ai Perelli


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