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Operata d’urgenza, rischia l’emorragia nel trasferimento in ospedale a Cecina

Piombino, fa discutere l’episodio dopo il caso del parto in ambulanza. “Lasciateci nascere”: «Non sempre andrà tutto bene» 

PIOMBINO. È servito un fiocco rosa per ridestare le attenzioni sul Punto nascita dell’ospedale di Piombino. La storia a lieto fine per la neonata Mara, nata pochi minuti dopo la mezzanotte del 30 aprile, ha anche un’altra chiave di lettura. A fornirla sono le attiviste del Comitato Lasciateci nascere a Piombino. Tutto ruota sulla sicurezza: «Non sempre la mamma e il bambino avranno la fortuna di uscirne indenni», affermano. E la misura la danno ricostruendo un altro episodio. Stesso giorno, diversa protagonista. Si chiama Martina, non servono i dettagli delle sue generalità, ed è alle prime settimane di gravidanza. Si presenta al Pronto soccorso di Villamarina lamentando un fortissimo dolore al fianco sinistro. «I rischi, la paura e la tensione non riguardano solo l’evento parto – dicono –. Martina ha rischiato di andare in choc per emorragia interna a seguito di una gravidanza extrauterina».

Riavvolgiamo il nastro. Dopo oltre un’ora di attesa Martina viene visitata e il medico rendendosi conto della gravità della paziente chiede un’immediata consulenza al ginecologo in turno. La valutazione è chiara: gravidanza extrauterina. A complicare il quadro è la scoperta di abbondante sangue e coaguli in addome. Dopo una prima stabilizzazione viene richiesto l’immediato trasferimento all’ospedale di Cecina. «Le condizioni critiche della paziente, nonostante la stabilizzazione, spingono la ginecologa a richiedere l’ambulanza con medico a bordo – riferiscono dal Comitato –. Ma viene negata. È grazie alla coscienza della ginecologa e dell’ostetrica che scelgono di lasciare scoperto il reparto di Piombino e accompagnare la paziente, senza perdere altro tempo, che Martina è potuta entrare in sala operatoria a Cecina, in condizioni ancora stabili». È la stessa protagonista a distanza di alcuni giorni a contattare il Comitato. Anche questa volta, nonostante tutto, è andato tutto bene.


Il Punto nascita dell’ospedale di Piombino ha formalmente chiuso il 22 giugno 2019. E da allora non si entra più in sala parto. Le procedure messe in campo dall’Asl per far fronte a quella che ad oggi è ancora una chiusura temporanea del reparto, dovuta a questioni di sicurezza e all’impossibilità di ricoprire in tempi brevi l’organico, prevedono la formazione di medici e infermieri del Pronto soccorso, del 118 e della Centrale operativa di Livorno: un corso di formazione della durata di sei ore, per essere in grado di fronteggiare un evento parto e possibili patologie conseguenti della donna e del nascituro. Ma non c’è solo l’evento parto nel percorso di una gravidanza. «Perché, dopo tre anni, abbiamo paura a lasciare il reparto scoperto di notte e nei festivi? – chiede il Comitato all’Azienda sanitaria –. Quali sono le responsabilità che è costretto a prendersi un ginecologo reperibile?».

Un episodio, la nascita da Mara, che per il sindaco di Piombino Francesco Ferrari e l’assessora alla Sanità Carla Bezzini «deve servire a farci capire molte cose: innanzi tutto che non possiamo certo continuare ad affidarci alla sorte». Che riprendono: «Cosa sarebbe successo se, disgraziatamente, ci fosse stata una complicazione? Crediamo che la Regione Toscana e l’Asl Nordovest debbano necessariamente porsi questa domanda. Dal giugno 2019, da quando cioè il Punto nascita di Villamarina è chiuso, sono centinaia le donne che hanno rischiato la propria vita e quella dei propri figli in trasferimenti d’emergenza verso l’ospedale di Cecina. Tutto questo è frutto, lo torniamo a dire, di un lento e continuo percorso di depotenziamento del nostro ospedale».

Sull’episodio intervengono anche il capogruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio regionale, Francesco Torselli, e il consigliere regionale Diego Petrucci, membro della commissione Sanità: «L’ospedale di Piombino ha una sala parto al momento chiusa perché necessita di manutenzione straordinaria. A quanto risulta da una nostra interrogazione, entro l’anno l’Asl dovrà mettere a punto il progetto di fattibilità tecnica-economica. A che punto è questo progetto? La Asl, inoltre, deve dirci se sta lavorando al piano di reclutamento del personale per riattivare il Punto nascita e ripotenziare tutti i reparti che negli ultimi anni sono stati duramente colpiti da una progressiva azione di ridimensionamento. Per noi rimane del tutto fallimentare questo modello di ospedale unico Piombino-Cecina che, invece, avrebbe dovuto rafforzare i due servizi».

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