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Pronto soccorso all'Elba, ecco un nuovo medico: arriva dalla Liguria ed è a tempo pieno

Gli incentivi dell’Asl sbloccano la situazione: una dottoressa è in affiancamento nel reparto di emergenza-urgenza

PORTOFERRAIO. Da qualche giorno nell’ospedale di Portoferraio c’è un nuovo medico. Si chiama Maria Cristina Baldassari e fino a pochi giorni fa lavorava in Liguria. È il primo dei rinforzi promessi dall’Asl Toscana nord-ovest per il reparto di emergenza-urgenza.

Come anticipato dal Tirreno, la situazione si è sbloccata da quando l’Asl ha deciso di aumentare da 22 a 40 euro la paga oraria dei sanitari disposti a lavorare nel pronto soccorso. Baldassarri è la prima ad avere colto l’occasione. Oltre a lei ci sono 18 medici pronti a entrare nelle turnazioni dell’Elba. Sedici di questi lavorano in un’altra struttura ospedaliera e sarebbero pronti a dividere il proprio monte orario con Portoferraio. La nuova dottoressa arriva invece nell’isola a tempo pieno. Attualmente è in affiancamento per poi poter entrare nelle turnazioni.


Le dichiarazioni di Maria Letizia Casani, «all’Isola d’Elba l’assistenza sanitaria ha fatto passi avanti», trovano dunque un primo riscontro concreto. Restano però altre criticità, in particolare per il servizio di guardia medica. La soluzione percorsa dall’Asl è quella di puntare sui medici di base che, oltre al loro lavoro, stanno già coprendo i turni a Rio e Marina di Campo. Una soluzione che solleva dei dubbi. Rimangono scoperti, in presenza, i turni diurno e notturno prefestivo e festivo. In questi giorni è la centrale operativa del 118 a prendere comunque in carico il cittadino. Una soluzione che in estate ha causato più di un problema.

«Stiamo cercando di reperire i medici necessari per coprire i turni», assicura l’azienda. E non c’è motivo per non credergli. La questione però è che senza un investimento economico trovare il bandolo della matassa appare complesso. La dimostrazione pratica è data proprio da quanto sta accadendo nel reparto di emergenza-urgenza: a dicembre nessun medico era disponibile a venire nell’isola, ora i sanitari interessati sono diventati 18.

Non a caso all’Elba si sperava che l’Asl offrisse degli incentivi economici anche ai medici disponibili a fare le guardie. Riconoscere più soldi ai sanitari costituisce un unicum, ma rappresenta il riconoscimento dell’insularità dell’Elba anche in termini di assistenza medica. Una condizione oggettiva che ha un doppio riflesso. Da una parte quella di sancire che non è una zona “marginale”. Se è vero che da ottobre ad aprile l’utenza media è di circa 30mila persone, da maggio a settembre l’isola conta centinaia di migliaia di turisti. Dall’altra occorre anche sottolineare come per un medico venire a lavorare nell’isola rappresenti una scelta professionale e di vita. E come abbia un peso anche la questione economica. Vivere nell’isola costa: a cominciare dai trasporti per arrivare al caro affitti.

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