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Commercio online e nuovi contagi: «Per i negozi di Piombino è quasi un lockdown»

Francesca Catalini (Stress abbigliamento); a destra Stefania Cerbai (Fantasia Scarpe) e in alto Luca Pallini (Look up e Profumeria Edi)

Piombino: saldi mai decollati (anche per la crisi economica), quarantene e la concorrenza del web. Per i commercianti primo mese dell’anno da dimenticare. L’appello: «Comprate nelle botteghe»

PIOMBINO. La combinazione non è delle migliori: poca gente in giro (tra quarantene, positività e paura) e sempre più persone scelgono di comprare online sfruttando la forza di un “clic” e la comodità di fare tutto da casa. Se a questo aggiungiamo il Green pass, che dal 1° febbraio diventerà obbligatorio per accedere alla maggior parte dei negozi, ciò che otteniamo è una miscela esplosiva. Ma di certo non in senso positivo.

«Pur sottolineando – dice Marco Torchioni, presidente Confcommercio – la necessità di rispettare quanto contenuto nel nuovo decreto, come Confcommercio esprimiamo perplessità sia sulla sua efficacia, sia sulla disparità che crea tra diverse categorie di esercenti che vendono il medesimo articolo. Il provvedimento che limita l’accesso senza Green pass alle attività necessarie al “soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona” si tradurrà in un ulteriore peso per i negozi che non dispongono di mezzi e personale adeguati da adibire ai controlli. Oltretutto in un momento in cui le vendite rallentano e i costi di energia e materie prime aumentano esponenzialmente».


La sensazione però è che non tutti i commercianti viaggino sulla stessa barca. “La grande distribuzione e il commercio online – conclude Torchioni – continueranno a godere di vantaggi competitivi sul piccolo operatore, per questo rinnovo l’invito a comprare nei negozi di vicinato affinché si mantenga il tessuto commerciale e sociale dei centri urbani».

Gridi di allarme dei commercianti, talvolta lanciati anche sui social, che ovviamente non sono sfuggiti neanche alla Confesercenti. «Dal primo febbraio – dice Vincenzo Cananzi, presidente Confesercenti – gli imprenditori si troveranno per l’ennesima volta a farsi carico di oneri organizzativi sui controlli che si impegneranno a svolgere al meglio come è stato fatto finora, resta però il fatto che il commerciante non può fare da pubblico ufficiale. Poi basta guardarsi intorno per accorgersi che le strade sono vuote e temo che questo ulteriore provvedimento andrà ad ampliare ulteriormente la forbice tra negozi di vicinato e quelli online, a vantaggio di quest’ultimi. In più i sostegni governativi non saranno sicuramente sufficienti, il rischio è quello di assistere al collasso di tante attività».

La ratio della Confesercenti (e di tanti negozianti) è che l’importante sia non abbassare di nuovo la saracinesca, ma resta il fatto che rispetto all’online si sente di giocare una partita totalmente diversa. «Per un Natale tutto sommato andato abbastanza bene, i saldi sono andati malissimo, peggio dello scorso anno – dice Francesca Catalini, “Stress Abbigliamento” –. Tra quarantene e paura la gente resta a casa e ordina online. Temo inoltre che il Green pass nei negozi ci darà il colpo finale, oltretutto l’obbligo di mostrare la certificazione infastidisce anche molte persone anche vaccinate, insomma la vedo ancora più dura».

«Chiaramente – sottolinea Luca Pallini, titolare “Look up” e “Profumeria Edi” – non sarà il Green pass a mettere in crisi le aziende, pur essendo un aggravante, perché dobbiamo fare i conti anche con una Piombino deserta e l’aumento dei costi di bolletta e materie prime. Insomma piove sul bagnato. Inoltre ormai da anni le piccole imprese annaspano nel tentativo di combattere contro certi colossi. Sarebbe auspicabile che, dati i loro elevati guadagni, ne utilizzassero una parte a favore dell’umanità».

Alcuni esercenti sottolineano che è talmente poca la gente in circolazione, specie nelle ore pomeridiane, da far pensare a nuovo lockdown. «I saldi non sono mai decollati – dice Stefania Cerbai, “Fantasia Scarpe” – probabilmente anche a causa del fattore contagi, da una certa ora in poi si ha l’impressione di essere in lockdown. È chiaro che tutta questa situazione ha favorito le grandi aziende online che si erano già imposte sul mercato in precedenza, mentre il Green pass temo che finirà per dare la mazzata finale ai commercianti arricchendo il portafoglio dei “bigonline. Quello dello shopping è anche un momento di svago e i controlli previsti per entrare in negozio secondo me creeranno ancora più confusione e paura».

«Sicuramente il Green pass non ci aiuterà – dice Marco Pierucci, “Corso 41” – spero non porti via altra gente perché i saldi 2022 non sono mai partiti e per fermare il virus non credo serva chiedere la certificazione. Salvo il fine settimana, sembra ci sia il coprifuoco».

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