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Guardia medica all'Elba: tutto ancora fermo. L’Asl punta sempre sui medici di base

L’ospedale di Portoferraio, l’unica struttura ospedaliera presente nell’isola

Casani propone solo il potenziamento dello status quo. Nessun passo avanti anche per i letti di sub-intensiva

PORTOFERRAIO. Nessuna sfilata davanti a telecamere e giornalisti. Nessuna promessa difficile da mantenere. Purtroppo, anche poche buone notizie per la sanità elbana. La scorsa settimana, esattamente martedì scorso, la direttrice dell’Asl Toscana nord-ovest Maria Letizia Casani è tornata all’Elba. Un incontro riservato con il sindaco Angelo Zini e i vertici della sanità elbana per fare il punto della situazione. Quasi risolta, come anticipato dal Tirreno, l’emergenza nel pronto soccorso e nel 118, il tema caldo è quello della guardia medica. E le soluzioni proposte dall’Asl non sono quelle sperate dagli elbani.

Casani ha infatti prospettato un potenziamento ma senza nuovi medici dedicati al servizio. Come già avviene ora, l’azienda spinge per un maggiore coinvolgimento dei medici di famiglia. In loro assenza, in particolare la notte e nei giorni festivi e prefestivi, gli elbani – e nella prossima stagione turistica chi decide di trascorrere le vacanze nell’isola – devono continuare a chiamare il numero della continuità assistenziale (0586 223456).


Insomma l’azienda sanitaria sembra intenzionata a mantenere lo status quo o, al massimo, a cercare di convincere altri medici di base per potenziare il servizio.

La soluzione trovata per incrementare i medici del pronto soccorso aveva lasciato sperare in una svolta anche per la guardia medica. Diversi avevano ipotizzato che sarebbero stati offerti degli incentivi economici anche ai medici disponibili a fare le guardie all’Elba. Agli specialisti che operano nel 118 e nel pronto soccorso l’Asl ha assicurato un aumento della paga oraria da 22 a 40 euro. Somme che, al momento, l’azienda non sembra voler mettere a disposizione per il servizio di guardia medica.

Al Tirreno non risulta siano stati fatti altri passi avanti anche per altre due questioni urgenti e non ancora risolte. Non ci sarebbero infatti passi avanti per l’attivazione di due letti di terapista sub intensiva nell’ospedale di Portoferraio. Così come resta aperta la questione della riapertura delle agende per i servizi di diagnostica nei centri medici privati accreditati.

Nel primo caso tutto sarebbe fermo perché non è stato ancora firmato il protocollo necessario a organizzare il servizio. Nel secondo caso tutto sembra legato alla disponibilità economica. Non a caso le maggiori criticità si registrano per le prestazioni più onerose come la tac.

Nessuna novità anche per l’attivazione del servizio degli infermieri di famiglia. Una prestazione erogata in tutti i comuni dell’isola ma non a Portoferraio. Guarda caso la città dove vive più di un terzo dei residenti nell’isola d’Elba.

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