Addio a Edy Papi, la donna simbolo della lotta al cancro nell’isola d’Elba

La presidente dell’associazione “Diversamente sani” è morta, all’età di 58 anni, nell’ospedale di Portoferraio

Portoferraio. Lo ha affrontato a muso duro, ma sempre col sorriso. Non ha vinto la battaglia, ma non è stata nemmeno sconfitta. Certo ieri in tanti hanno versato lacrime per Editta “Edy” Papi, ma la sua morte non ferma la forza del messaggio che ha lanciato in tutti questi anni. La presidentessa di “Diversamente sani Elba” è morta ieri nell’ospedale di Portoferraio. Aveva 58 anni e l’ultima parte della sua vita l’ha vissuta combattendo contro il cancro. Una lotta per se stessa e per gli altri. Vale a dire per tutte le persone che affrontano la stessa sfida e che in lei e nell’associazione hanno trovato un aiuto, sotto forma di un sostegno concreto o anche solo attraverso una parola di conforto.

Edy Papi, originaria di Porto Azzurro, viveva a Portoferraio e col suo impegno nell’associazione era diventata cittadina di tutta l’Elba. “Diversamente sani” è più di un semplice gruppo di persone unite dal fatto di essere malate di cancro. La malattia è diventato un motivo in più per tessere tra di loro una tela di amicizia e sostenersi a vicenda nel difficile e lungo percorso tra ospedali, terapie mediche e vita di tutti i giorni.


«Il cancro è un’esperienza fortemente traumatica – si legge nel sito di “Diversamente sani Elba” – ma noi la vogliamo trasformare in un’opportunità di cambiamento, mettendo a disposizione il nostro vissuto per migliorare il percorso riabilitativo dei pazienti e delle loro famiglie, dandoci l’un l’altro una reale comprensione, quella che scaturisce solo in chi ha realmente battuto lo stesso cammino. Il nostro gruppo vuole prendersi cura della persona durante la rinascita e lo fa promuovendo e organizzando tutto ciò che può essere di aiuto per migliorare la qualità della vita. Vogliamo essere un punto di riferimento al quale rivolgersi per attività creative, informazioni, consigli o semplice condivisione».

Ed Edy e “Diversamente sani” non si sono limitati agli annunci. Sono diventati veramente un punto di riferimento per chi è malato di cancro nell’isola. Come ad esempio quando hanno donato all’ospedale di Portoferraio un casco refrigerante Paxman. Vale a dire uno strumento che rallenta la caduta dei capelli, uno degli effetti collaterali più stressanti della chemioterapia. Un dono accompagnato da consigli per affrontare questo trauma. Come ad esempio: «Preparatevi alla caduta dei capelli con un taglio corto perché è più semplice accettare la caduta sul cuscino di capelli corti e la stessa caduta verrà ritardata di qualche giorno».

Suggerimenti a chi lotta contro il cancro dati da chi combatte la stessa battaglia con orgoglio e coraggio. «Siamo dei combattenti e le nostre armi sono il sorriso, l’amore per la vita, il coraggio e la tenacia», è la descrizione che danno di se stessi gli associati di “Diversamente sani”. Parole che tratteggiano alla perfezione il profilo di Edy. E, se occorresse una conferma, è sufficiente leggere uno dei tanti commenti lasciati sui social da chi la conosceva: «Se penso a una persona che ha trasformato il suo “percorso non facile” in un aiuto per gli altri, mi vieni in mente te. Dolce e immensa Edy, ti ricorderemo con amore continuando a fare ciò per cui ti sei tanto prodigata».

E non a caso, per onorare la memoria di Edy, la famiglia non chiede fiori ma donazioni a “Diversamente sani Elba”. L’iban è IT 04 U 07048 70740 0000 0000 5482.

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