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Infrastrutture e più servizi nella Piombino del futuro

Una veduta di piazza Bovio da viale del Popolo a Piombino (foto Paolo Barlettani)

L’agenda dell’assessore Parodi: «Piani urbanistici pronti all’inizio del 2024». Si pensa a una litoranea per la mobilità dolce per collegare la città a Follonica


PIOMBINO. Per ora si fa sentire il peso della variabile tempo. Il disegno della città ancora da definire. E a ruota la possibilità di dargli gambe spostano l’orizzonte al 2024. Alla fine del primo mandato della giunta guidata dal sindaco Ferrari. «L’obiettivo entro la fine del mandato amministrativo è di approvare il Piano strutturale d’area, il Piano operativo, strumento che ha sostituito il vecchio Regolamento urbanistico, e il Regolamento edilizio», dice l’assessore all’Urbanistica Giuliano Parodi. Definizione dei piani su ci s’innesta la revisione del Regolamento edilizio. «Entro l’anno questo sarà portato a casa», puntualizza. E aggiunge: «Consegnare alla città gli strumenti urbanistici approvati significa di darle la concreta possibilità di avviare una reale diversificazione». Il cambio di marcia che ha scandito la corsa alle elezioni amministrative del 2019 si misura con la realtà. «Adesso tutto è in attesa – prosegue Parodi –. La ripartenza non sarà rapidissima, ma stiamo mettendo le basi».

IO STATO DELL'ARTE


A che punto siamo? «L’urbanistica immagina una prospettiva a lungo raggio sui 10-15 anni, si gettano le basi ed è il compito di chi amministra. Il piano strutturale è stato adottato e ora siamo nella fase delle controdeduzioni alle osservazioni, ne sono arrivate 75. Stiamo definendo i passaggi nella commissione consiliare e nei quartieri per arrivare entro l’estate all’approvazione definitiva. Mentre il piano operativo richiederà tutto il 2023 e un pezzetto di 2024 per l’approvazione. Il tutto tenendo conto che si tratta di procedure amministrative complesse, che coinvolgono più enti”. L’idea guida è quella di una città “dotata di infrastrutture e servizi, affinché vi siano le condizioni perché si possano avere investimenti. Una cornice funzionale e realistica, per un processo di concreta diversificazione».
 

QUI STERPAIA

L’assessore Parodi getta acqua sul fuoco delle polemiche che si sono aperte sulle previsioni urbanistiche nel cuore del parco naturale della Sterpaia: un sito turistico ricettivo da cento posti letto, con altri servizi connessi alla balneazione. E fa altrettanto per la zona di Fabbricciane, dove c’è da mettere ordine a una situazione in larga parte sfuggita al controllo. «L’obiettivo è una salvaguardia anche maggiore di quella attuale delle nostre unicità e contemporaneamente permettere insediamenti e ampliamenti con finalità turistica. Le due anime devono convivere, serve la tutela del territorio, ma anche un’offerta adeguata di servizi».

Ad alimentare i timori sulla Sterpaia è anche la richiesta del Comune alla Regione di sospendere la procedura di riconoscimento come riserva regionale. «L’idea è quella di rafforzare la conservazione del sito. La sospensione è motivata dal non accavallare il procedimento con quello di pianificazione urbanistica. Andremo oltre la riserva regionale, chiedendo il riconoscimento di Sito di interesse comunitario (Sic) così come sono Orti Bottagone e il Promontorio. Questo ci permetterebbe di intercettare finanziamenti importanti, perché le risorse sono necessarie a un’adeguata salvaguardia che altrimenti finisce per trasformarsi in abbandono». E a proposito di quanto previsto dal piano strutturale: «Non sarà necessario fare servizi alla Sterpaia». Non va oltre l’assessore, ma sembra indicare che la previsione è destinata ad altri lidi.

QUI FABBRICIANE


Alle Fabbricciane si è smarrita più di un’amministrazione. «È una realtà molto complessa e diversificata, con situazioni regolari, parzialmente regolari, condonate o irregolari. Il primo passaggio è quello di avere una fotografia esatta, lotto per lotto, che abbiamo già iniziato a fare. Nel piano strutturale viene identificata a destinazione turistico ricettivo perché è l’unica praticabile nel territorio extraurbano e non inchiodare il piano strutturale. Per affrontare e risolvere il problema servono un censimento, approfondimenti tecnici e giuridici, e l’elaborazione di una sorta di piano specifico. Sapendo che ci sarà il rischio di contenziosi».
 

QUI BARATTI

Altro contesto delicato è il golfo di Baratti. «Nel 2023 scadrà il piano particolareggiato. Qui non si tratta di fare grandi ragionamenti. Lavoriamo per mettere a segno la sistemazione delle Caldanelle con un parcheggio scambiatore che sia funzionale. A questo si lega la questione del campeggio Sant’Albinia su cui dovremmo aver messo a posto tutti i tasselli e portare il piano attuativo in consiglio comunale a febbraio. Tra le opere a scomputo vi rientra il parcheggio di Caldanelle. Mentre a Populonia Stazione è previsto un piccolo incremento capacità edificatoria per non andare a creare ulteriore pressione su Baratti, facendo della stazione una sorta di arrivo per il mare in accordo con Trenitalia».

LA CITTA' DEL FUTURO

Al netto del rapporto con la fabbrica, «con aree non più funzionali all’industria che devono essere restituite alla città e con l’Autorità portuale, che ha una maggiore velocità di attuazione, contiamo di destinare a insediamenti commerciali e produttivi – sostiene l’assessore –. Nel piano operativo i macrotemi sono il riordino e recupero della città, spingendo verso il recupero e miglioramento dei fabbricati, il collegamento tra le periferie e il centro storico, le infrastrutture. Quando l’intero tracciato della 398 sarà completato quella non sarà la seconda strada di accesso a Piombino ma la prima a servizio del porto che oltre ai traffici passeggeri ha potenzialità commerciali». E sottolinea: «Il turismo è uno dei tasselli, ma un’economia vera passa dal potenziamento del porto commerciale dove l’Autorità è al lavoro per portare i binari ferroviari sulle banchine. In quest’ottica la stazione di Fiorentina verrà potenziata».

INFRASTRUTTURE

In tema di viabilità Parodi ricompone i pezzi. «Dalla bretellina della 398 si arriva al ponte che porta alla Chiusa e sulla strada del Quagliodromo, che sarà oggetto di ripristino con la trattativa che stiamo chiudendo con la società del parco eolico. Da qui al fiume Cornia e con un ponte, che sarà legato all’intervento all’ex centrale di Tor del Sale, si potrà arrivare da Piombino a Follonica con una litoranea vera e propria e una mobilità dolce e non pericolosa come può essere sulla Geodetica».

L'EX CENTRALE

A proposito dell’ex centrale a che punto siamo? «È una partita importante. Ha avuto sviluppi nell’interlocuzione con la proprietà e i progettisti. L’idea è quella della diversificazione del sito verso il turistico ricettivo di alta qualità. Le dimensioni sono importanti e deve essere trovato un equilibrio. Il porticciolo è un di più che permetterà di intercettare un target che sul territorio manca, senza sovrapporsi all’esistente. Insomma, un intervento incentrato sulla qualità dell’offerta e non sui volumi. Tra l’altro parte dei terreni saranno dati all’Oasi, che si amplierà nell’area verso la Geodetica. Le demolizioni sono in atto. A queste seguirà la bonifica che spetta ad Enel. Serve una pianificazione condivisa che potrebbe avere un’accelerata in relazione al passo che terremo nella definizione degli strumenti urbanistici. Ma servirà una copianificazione con la Regione, a cui abbiamo intenzione di rivolgerci a breve».

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